Mutismo Selettivo: Intervento di Play Therapy Cognitivo-Comportamentale

Che cos’è il Mutismo Selettivo?

Il mutismo selettivo è un disturbo d’ansia che può rendere difficile per alcuni bambini parlare in determinate situazioni sociali, nonostante siano perfettamente capaci di farlo in altri contesti. Questo comportamento può avere un impatto significativo sul rendimento scolastico, sulle interazioni sociali e sul benessere emotivo del bambino. Tuttavia, ci sono approcci terapeutici che possono aiutare a gestire il mutismo selettivo e consentire al bambino di superare le proprie paure. Se non trattato, il mutismo selettivo persiste e causa una significativa compromissione dello sviluppo sociale ed emotivo del bambino.

I bambini con mutismo selettivo sono capaci di parlare normalmente a casa o con persone di fiducia, e di comprendere il linguaggio verbale, ma si ritraggono in contesti sociali come a scuola o con estranei. Non è semplice timidezza; è un’ansia profonda che blocca la capacità del bambino di parlare in situazioni specifiche.

Come si manifesta il Mutismo Selettivo?

Il mutismo selettivo si manifesta principalmente attraverso il rifiuto persistente o la difficoltà estrema nel parlare in specifiche situazioni sociali, nonostante il bambino sia perfettamente capace di farlo in altri contesti.

Ecco alcuni modi in cui il mutismo selettivo può manifestarsi:

  1. il bambino può essere completamente silenzioso in determinate situazioni sociali, come a scuola o in pubblico, nonostante sia in grado di comunicare verbalmente in altri contesti, come a casa con la famiglia.
  2. il bambino potrebbe mostrare resistenza a parlare con persone che non conosce bene, come insegnanti, compagni di classe o estranei. Anche se desidera comunicare, l’ansia può bloccarlo impedendogli di farlo.
  3. alcuni bambini con mutismo selettivo possono esprimersi attraverso la comunicazione non verbale, come gesti, linguaggio del corpo o disegni. Questo può essere un modo per loro di comunicare quando si sentono troppo ansiosi per parlare. Oppure possono anche mostrare manifestazioni d’ansia, incluso un’espressione facciale piatta o poco sorridente, mancanza di contatto oculare, estrema timidezza, capricci, difficoltà verso i cambiamenti, problemi del sonno e umore irritabile o depresso.
  4. il bambino potrebbe evitare attivamente situazioni sociali in cui si sente ansioso di parlare, cercando di evitarle o di passarci il meno tempo possibile.
  5. tra i sintomi fisici di solito sono presenti mal di stomaco, mal di testa, nausea e una maggiore sensibilità sensoriale.

Quando si manifesta il Mutismo Selettivo?

L’età media di insorgenza è tra i 3 e i 4 anni anche se la diagnosi viene di solito effettuata in età scolare. Per i bambini con una storia di mutismo selettivo, la produzione verbale rimane bassa rispetto alla media e persistono spesso timidezza e ansia sociale in adolescenza e in età adulta, anche con remissioni del mutismo selettivo.

Quali sono le cause del Mutismo Selettivo?

Le cause possono includere fattori genetici, ambientali e sociali. Eventi traumatici o un ambiente familiare che limita la comunicazione possono contribuire al disturbo.

Mutismo selettivo e intervento di Play Therapy Cognitivo-Comportamentale

FASE La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale (CBPT) si è dimostrata efficace nel trattamento del mutismo selettivo, poiché fornisce al bambino gli strumenti necessari per affrontare le proprie paure e ansie. Da l’opportunità di partecipare al cambiamento, di provare un senso di padronanza e di controllo della comunicazione e di apprendere risposte maggiormente adattative a situazioni che potrebbero indurre automaticamente il silenzio.

Inoltre, coinvolgendo attivamente i genitori nel processo terapeutico, la Play Therapy Cognitivo-Comportamentale crea un ambiente di supporto che favorisce il progresso del bambino. I genitori imparano a riconoscere e affrontare l’ansia del bambino, offrendo un sostegno continuo al loro percorso di guarigione.

L’intervento si articola nelle seguenti fasi:

  1. FASE ORIENTAMENTO: nella fase iniziale della play therapy cognitivo-comportamentale. C’è un’enfasi significativa sulla preparazione sia del bambino che dei genitori. È cruciale organizzare un incontro iniziale tra il terapeuta e i genitori, senza la presenza del bambino, per esaminare dettagliatamente la storia e le informazioni di base. Questo permette ai genitori di condividere la propria percezione del problema del bambino. Durante questi incontri iniziali, il terapeuta assiste i genitori nella preparazione del bambino per la prima sessione.

In questa fase, viene anche spiegato il ruolo continuo dei genitori e di altri adulti significativi nel processo di valutazione e trattamento del bambino. Nonostante l’attenzione al bambino durante la play therapy cognitivo-comportamentale, il terapeuta continua a interagire regolarmente con i genitori per offrire supporto e valutare il progresso degli obiettivi terapeutici;

  1. FASE VALUTAZIONE: si focalizza sulla raccolta di informazioni cruciali per stabilire gli obiettivi della terapia. Oltre ai colloqui con i genitori, un elemento chiave è l’osservazione del gioco del bambino. Durante questa fase vengono impiegati diversi strumenti, tra cui questionari somministrati ai genitori, la valutazione del gioco del bambino, la valutazione del gioco familiare, il compito di completamento delle frasi con i puppets, e altre misure personalizzate sviluppate dal terapeuta. Il terapeuta può stabilire una linea di base per la frequenza dei comportamenti del bambino, consentendo di valutare i cambiamenti del comportamento nel corso del trattamento;
  2. la FASE DI CONCETTUALIZZAZIONE DEL CASO nella play therapy cognitivo-comportamentale inizia con l’analisi dei dati raccolti durante la valutazione del bambino, con l’obiettivo di pianificare un trattamento efficace e fornire una struttura logica per lo sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi terapeutici. Si comincia spiegando il mutismo selettivo , analizzando i fattori individuali, relazionali e ambientali correlati alle preoccupazioni dei genitori. Si esamina il lato emotivo, i pensieri, le sensazioni fisiche e le strategie di coping. Questa fase include anche l’analisi dei fattori di protezione, rischio e mantenimento che contribuiscono al comportamento del bambino;
  3. La FASE DI INTERVENTO della terapia nella play therapy cognitivo-comportamentale si concentra sull’uso di tecniche CBT che aiutano il bambino con mutismo selettivo a sviluppare risposte più adattive ai problemi, alle situazioni e ai fattori di stress. L’attenzione è sull’apprendimento di pensieri e comportamenti più adattivi. I metodi utilizzati includono il modeling, il role playing, la biblioterapia, la generalizzazione e la prevenzione delle ricadute. Gli interventi sono spesso tradizionali interventi cognitivi adattati attraverso strumenti non verbali come il disegno, l’ascolto di storie di protagonisti o l’interazione con puppets che affrontano situazioni simili. Il trattamento include interventi volti a aiutare il bambino a generalizzare i comportamenti appresi durante le sessioni ad altri contesti e a lavorare per la prevenzione delle ricadute. Anche se il focus principale è sul bambino, è importante mantenere incontri regolari con i genitori per monitorare i progressi, valutare e intervenire sull’interazione tra il bambino e i genitori, e fornire consigli sulle aree di interesse;
  1. Nella FASE CONCLUSIONE della terapia, sia il bambino che la famiglia sono coinvolti attivamente. Durante questo periodo finale, il bambino affronta i sentimenti legati alla fine della terapia, mentre il terapeuta sottolinea i cambiamenti avvenuti e consolida il processo di apprendimento. Le sessioni finali possono essere estese nel tempo, passando da incontri settimanali a quindicinali o mensili. Questo aiuta il bambino a percepire la sua capacità di gestire la vita senza il terapeuta. Il terapeuta rafforza positivamente i progressi del bambino tra le sessioni e cerca di normalizzare l’esperienza di separazione.

Per approfondire tale intervento terapeutico, rimandiamo ad un articolo che spiega come è stato strutturato un intervento CBPT e la sua efficacia https://cbpt.org/it/mutismo-selettivo-e-play-therapy/

Quali sono gli obiettivi terapeuti sul Mutismo Selettivo?

La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale può essere particolarmente adatta ai bambini con mutismo elettivo, perché da loro:

  • l’opportunità di partecipare al cambiamento
  • provare un senso di padronanza
  • controllo della comunicazione
  • apprendere risposte maggiormente adattative a situazioni che potrebbero indurre automaticamente il silenzio.

La partecipazione attiva al trattamento è importante in un disturbo in cui il rifiuto di comunicare è interamente sotto il controllo del bambino. I bambini con mutismo elettivo hanno il controllo sul loro silenzio, quindi, per cambiare, devono acquisire il controllo della loro comunicazione.

Cosa possono fare i genitori?

È importante per i genitori:

  • Comprendere che il mutismo selettivo è un disturbo d’ansia e non una scelta del bambino.
  • Essere pazienti e supportare il bambino senza pressioni.
  • Collaborare con terapisti e insegnanti per creare un ambiente di supporto.

Intervento di Parent Training nel Mutismo Selettivo

Cosa è il Parent Training?

Il Parent Training è un programma mirato a sostenere la coppia genitoriale nella gestione degli aspetti comportamentali (comportamenti problema) del bambino. Il focus centrale, affrontato in questo intervento, è il supporto alla genitorialità nel delicato compito di accompagnare la crescita dei figli, riconoscendo loro il ruolo di esperti dei problemi dei figli. Infatti, i genitori svolgono un ruolo attivo nell’educazione dei figli, viene valorizzata la loro esperienza e il loro senso di efficacia.

Il Parent Training si basa su due condizioni:

  1. insegnare ai genitori i principi operanti, ovvero come rinforzare correttamente i comportamenti del bambino che si vogliono modificare;
  2. osservare e registrare accuratamente cosa succede, soprattutto quando le interazioni si svolgono a casa e non in condizioni controllate.

Quindi, si basa sull’analisi funzionale del comportamento, ovvero si pone l’attenzione al comportamento manifesto e alle sue modificazioni al variare delle contingenze ambientali. Con il terapeuta si cerca di comprendere la relazione temporale fra ogni comportamento e gli eventi, sia fisici che sociali, che lo precedono (antecedenti) e lo seguono (conseguenze) e che possono influenzarlo.

Viene previsto con un percorso parallelo alla terapia del bambino, dove viene sottolineato il ruolo fondamentale dei genitori nell’influenzare i comportamenti disadattivi dei loro figli.

Come si struttura l’intervento di Parent Training?

  1. Viene identificato il problema e viene descritto in termini comportamentali;
  2. Si decide quale problema affrontare per primo;
  3. Viene condotta un’analisi funzionale del problema, includendo l’identificazione dei potenziali rinforzatori;
  4. Ci si assicura che i genitori possiedano, o acquisiscano, le abilità educative necessarie a svolgere l’intervento;
  5. Si mette in atto il programma stabilito;
  6. Si registrano i progressi;
  7. Si rivedere il programma se risulta inefficace;
  8. Ci si  assicura che vi sia la generalizzazione e il mantenimento dei cambiamenti prodotti dal programma.

A chi è rivolto? E’ rivolto ad entrambi i genitori

Quanto dura? Tendelziamente vengono svolti da  6 a 14 incontri, organizzati in un incontro a settimana dalla durata di 1 ora

    Il coinvolgimento del genitore di solito include:

    • una valutazione continua (osservazioni e preoccupazioni del caregiver, progressi del trattamento monitorati dai comportamenti del bambino al di fuori della terapia)
    • il monitoraggio dell’interazione caregiver/bambino (se questo è stato motivo di preoccupazione)
    • la psicoeducazione (ad es., le difficoltà del bambino, lo sviluppo generale del bambino e la psicopatologia)
    • se necessario, aiuto nella creazione di programmi di gestione del comportamento

    Inoltre, si potrebbe richiedere che il genitore contribuisca ai progressi del proprio figlio seguendo le raccomandazioni per casa che possono includere attività al di fuori della playroom che supportano il modello della play therapy cognitivo comportamentale

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    Obiettivi del Parent Training

    Questo percorso aiuta il genitore a interagire in modo efficace con il proprio figlio, sviluppando abitudini e tecniche comportamentali e comunicative funzionali. Obiettivo dell’intervento sarà quello di rimuovere le condizioni all’origine dei comportamenti-problema e di sostituirli con condotte desiderabili da un punto di vista adattivo e sociale.

    Gli obiettivi si focalizzano sul prevenire le disfunzioni e promuovere il benessere migliorando le condizioni di crisi;

    • Si considera l’intera famiglia come utenza;
    • Si enfatizza la capacità di adattamento, la capacità di apprendimento e si concepisce la famiglia come alleata e competente.
    • Si propone di modificare lo stile relazionale e gli atteggiamenti che influiscono negativamente sui comportamenti dei bambini.

    Durante il percorso si insegna ai genitori come:

    • Dare istruzioni chiare e premiare i comportamenti positivi;
    • Ignorare i comportamenti problematici e usare le punizioni in modo efficace;
    • Affrontare le difficoltà ed interpretare i comportamenti negativi del figlio, sviluppando attribuzioni causali realistiche limitando le reazioni emotive.

    Bibliografia 

    Geraci M. A. (2022). La play therapy cognitivo-comportamentale. Armando Editore. Roma

    Geraci M. A. (2023). Comprendere il mondo dei bambini giocando. Armando Editore. Roma

    Geraci M. A.  (2024). Il mindo della dottoressa Lulù. Collana Amzon – CBPT Books.

    Knell S. M. (1993). Cognitive Behavioral Play Therapy. J. Aronson

    METTERE RIFERIMENTI DELLE INTRODUZIONI

     

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