Encopresi ed enuresi nei bambini: il protocollo CBPT
Encopresi ed enuresi nei bambini: il protocollo CBPT
Una guida per il clinico, centrata sull'encopresi e sul controllo sfinterico, con indicazioni sul ruolo della CBPT nell'enuresi, in coordinamento con la cura medica — sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell.
Scopri il corso Routine e Controllo dell'andare in bagnoDi cosa parla questa pagina
Encopresi ed enuresi fanno entrambe parte dei disturbi dell'evacuazione (DSM-5-TR) e sono descritte qui. Il protocollo CBPT descritto qui si applica a entrambe, ma il lavoro clinico e il corso si concentrano soprattutto sull'encopresi e sulle paure e difficoltà legate al controllo sfinterico. Nell'enuresi notturna il trattamento di prima linea è medico e comportamentale (allarme e, su indicazione medica, desmopressina): la CBPT lo affianca lavorando su vergogna, motivazione e costanza del bambino e della famiglia.
"Le difficoltà legate al controllo sfinterico raramente hanno a che fare con la forza di volontà. Quando la vergogna viene sostituita da struttura e gioco, il bambino può imparare a fidarsi del proprio corpo."
— CBPT Research Center
Quando il corpo e la vergogna si intrecciano
I problemi di evacuazione sono tra le difficoltà infantili più angoscianti e meno raccontate. Un bambino che si sporca o si bagna, di giorno o di notte, prova spesso vergogna, nasconde gli episodi e tende a ritirarsi, mentre i genitori oscillano tra preoccupazione e frustrazione. Nell'encopresi, una volta escluse le cause mediche, a mantenere il problema è spesso il ciclo emotivo e comportamentale che si è instaurato: trattenimento, paura del bagno, vergogna e segretezza.
"Cerco di trattenermi, e poi succede e basta — e non voglio che nessuno lo sappia."
Comprendere i disturbi dell'evacuazione nei bambini
Una panoramica clinica: che cosa sono l'encopresi e l'enuresi, come si manifestano, quando esordiscono e quali fattori le causano e le mantengono.
Disturbi dell'evacuazione (DSM-5-TR): encopresi ed enuresi
Ripetuta emissione inappropriata di feci (encopresi) o urina (enuresi) che causa disagio o compromissione
Emissione ripetuta di feci in luoghi inappropriati (encopresi) o di urina nel letto o negli indumenti (enuresi), involontaria o intenzionale
Encopresi: almeno 1 episodio al mese per almeno 3 mesi; Enuresi: almeno 2 volte a settimana per almeno 3 mesi consecutivi, oppure disagio o compromissione clinicamente significativi
Encopresi: età cronologica ≥4 anni (o livello di sviluppo equivalente); Enuresi: età cronologica ≥5 anni (o livello di sviluppo equivalente)
Non attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza (es. lassativi nell'encopresi; diuretici nell'enuresi) o di un'altra condizione medica (es. diabete, spina bifida nell'enuresi); per l'encopresi, tranne che attraverso un meccanismo che implichi stipsi
Encopresi: con stipsi e incontinenza da sovrariempimento / senza stipsi e incontinenza da sovrariempimento. Enuresi: solo notturna / solo diurna / notturna e diurna
Descritti nel testo del DSM-5-TR (non come specificazione diagnostica): primario (continenza mai raggiunta) o secondario (esordio dopo un periodo di continenza)
Primo passo essenziale per individuare e trattare stipsi, infezioni urinarie o cause strutturali prima della formulazione psicologica
Vergogna, ritiro sociale e bassa autostima sono frequenti indipendentemente dal sottotipo
Entrambe le condizioni possono rispondere bene ad approcci combinati medici e comportamentali
Che cosa sono l'encopresi e l'enuresi? (definizioni DSM-5-TR)
L'encopresi e l'enuresi sono disturbi dell'evacuazione, definiti dalla ripetuta emissione inappropriata di feci o urina oltre l'età di sviluppo attesa. Secondo il DSM-5-TR (APA, 2022):
L'encopresi è la ripetuta emissione di feci in luoghi inappropriati (ad esempio negli indumenti o sul pavimento), involontaria o intenzionale, con una frequenza di almeno un episodio al mese per almeno tre mesi, in un bambino di età cronologica di almeno quattro anni (o di livello di sviluppo equivalente). Il disturbo non deve essere attribuibile esclusivamente agli effetti fisiologici di una sostanza (ad esempio i lassativi) o di un'altra condizione medica, se non attraverso un meccanismo che implichi stipsi. Si specifica se con stipsi e incontinenza da sovrariempimento oppure senza stipsi e incontinenza da sovrariempimento.
L'enuresi è la ripetuta emissione di urina nel letto o negli indumenti, involontaria o intenzionale, con una frequenza di almeno due volte a settimana per almeno tre mesi consecutivi, oppure tale da causare disagio o compromissione clinicamente significativi (ad esempio in ambito sociale, scolastico o in altre aree importanti del funzionamento), in un bambino di età cronologica di almeno cinque anni (o di livello di sviluppo equivalente). Anche qui l'emissione non deve essere attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza (ad esempio un diuretico) o di un'altra condizione medica (ad esempio diabete, spina bifida). Si specifica se solo notturna, solo diurna, notturna e diurna.
Per entrambe le condizioni il testo del DSM-5-TR descrive un tipo primario (la continenza non è mai stata raggiunta) e un tipo secondario (il disturbo compare dopo un periodo di continenza).
Il carico emotivo è spesso rilevante: il bambino può provare vergogna, cercare di nascondere gli episodi e ritirarsi progressivamente dalle attività sociali. La valutazione medica dei fattori fisici che contribuiscono al disturbo è un prerequisito essenziale per la formulazione psicologica e per l'intervento.
Sintomi e manifestazione clinica
Sia l'encopresi sia l'enuresi si manifestano con quadri che variano in base al sottotipo e al contesto di sviluppo. Nell'encopresi il clinico può osservare episodi di imbrattamento (spesso riferiti dai caregiver più che dal bambino, che può nasconderli), stipsi e incontinenza da sovrariempimento, comportamenti di trattenimento, evitamento del bagno o di specifiche situazioni legate al suo uso, e ansia o oppositività associate. Nell'enuresi il quadro dipende dal momento della giornata: bagnare il letto di notte durante il sonno, bagnarsi di giorno (enuresi diurna), o entrambi. In entrambi i sottotipi le caratteristiche cliniche comuni includono:
- Episodi di imbrattamento o di perdita di urina non spiegabili da una sola condizione medica
- Trattenimento e stipsi (in particolare nell'encopresi)
- Pattern notturni vs. diurni (enuresi)
- Evitamento del bagno o rifiuto di usarlo
- Segretezza e occultamento degli episodi
- Ritiro sociale e bassa autostima
Cosa è atteso a livello di sviluppo
Il controllo vescicale e intestinale si acquisisce in un ampio intervallo di età ed è influenzato dalla maturazione biologica, dal contesto familiare e dal temperamento del bambino. Gli episodi occasionali sono normali nei bambini piccoli che stanno ancora consolidando il controllo. Le soglie di età del DSM-5-TR (almeno quattro anni per l'encopresi e almeno cinque per l'enuresi, o un livello di sviluppo equivalente) offrono un riferimento clinico per distinguere le manifestazioni che richiedono una valutazione da quelle che rientrano nella variabilità attesa. Nell'interpretare le difficoltà di controllo sfinterico, il clinico dovrebbe tenere conto del livello di sviluppo del bambino e non solo dell'età cronologica.
Diagnosi differenziale e valutazione medica prima di tutto
La valutazione medica è un prerequisito essenziale per individuare e trattare i fattori fisici prima della formulazione psicologica e dell'intervento: prima di iniziare va quindi esclusa con il pediatra una causa medica. Secondo il DSM-5-TR (APA, 2022), la diagnosi non si pone se gli episodi sono attribuibili esclusivamente agli effetti fisiologici di una sostanza (ad esempio lassativi, diuretici) o di un'altra condizione medica (ad esempio diabete, spina bifida); fa eccezione l'encopresi quando l'incontinenza avviene attraverso un meccanismo che implichi stipsi.
- Stipsi funzionale con incontinenza da sovrariempimento: tra i contributi più comuni all'encopresi; va individuata e trattata dal punto di vista medico prima di avviare il lavoro comportamentale e di gioco.
- Infezioni delle vie urinarie (IVU): causa medica comune di enuresi diurna, in particolare nelle bambine; vanno escluse o trattate prima dell'intervento psicologico.
- Cause strutturali o neurologiche: rare ma importanti da escludere con una valutazione pediatrica quando il quadro è atipico o resistente agli approcci standard.
Comorbidità comuni
I disturbi dell'evacuazione in età infantile si presentano frequentemente in comorbidità con i disturbi d'ansia, l'ADHD e i comportamenti oppositivi. L'impatto emotivo secondario (vergogna, bassa autostima, ritiro sociale) è già di per sé un'area clinica rilevante, indipendentemente dal sottotipo. La valutazione dovrebbe quindi considerare il funzionamento emotivo e comportamentale complessivo del bambino, così che formulazione clinica e piano di trattamento tengano conto del quadro completo.
Esordio, decorso ed epidemiologia
L'enuresi è più comune nei bambini più piccoli e diminuisce con l'età; quella notturna è più frequente di quella diurna. Secondo il DSM-5-TR (APA, 2022), la prevalenza dell'enuresi è di circa il 5-10% a 5 anni, il 3-5% a 10 anni e circa l'1% a 15 anni o più. L'encopresi è meno diffusa (circa l'1% dei bambini di 5 anni, secondo il DSM-5-TR), più frequente nei maschi e spesso associata a stipsi funzionale e incontinenza da sovrariempimento. L'enuresi tende a ridursi con l'età; l'encopresi può invece persistere in modo intermittente anche per anni, se non viene affrontata. Le conseguenze emotive e sociali (vergogna, evitamento dei pari, conflitto familiare) possono accumularsi e diventare a loro volta fonte di compromissione: per questo una presa in carico precoce e integrata è clinicamente indicata.
Cause e fattori di mantenimento (concettualizzazione CBPT)
Il disturbo si comprende meglio in un'ottica biopsicosociale. Tra i fattori fisiologici rientrano la stipsi funzionale (che può produrre incontinenza da sovrariempimento e alterare la percezione del riempimento rettale), la soglia di risveglio nel sonno nell'enuresi notturna e la capacità o la maturazione vescicale. Nell'enuresi notturna primaria prevalgono i fattori di maturazione (sonno, capacità vescicale) e la familiarità; nell'encopresi e nelle difficoltà nell'uso del bagno, invece, i fattori fisiologici interagiscono in modo più marcato con quelli comportamentali e psicologici: il bambino impara a evitare o a sopprimere i segnali, l'ansia legata all'uso del bagno aumenta e gli episodi vengono gestiti con la segretezza anziché con la comunicazione. Anche le risposte dei genitori, pur ben intenzionate, possono rinforzare senza volerlo l'evitamento o aggiungere vergogna a un ciclo già difficile.
Nella concettualizzazione CBPT il meccanismo di mantenimento centrale è l'interazione tra substrato fisiologico, evitamento appreso e carico emotivo (vergogna, imbarazzo, ansia). La CBPT, coordinata con la gestione medica, lavora sulla routine comportamentale (uso programmato del bagno, sistemi di rinforzo), sulla dimensione emotiva (riduzione della vergogna, costruzione di motivazione e fiducia) e sulle risposte dei genitori, aiutando il bambino e la famiglia ad adottare un approccio concreto e non punitivo.
Il protocollo di trattamento CBPT
Un percorso strutturato, breve e orientato agli obiettivi per condurre la terapia cognitivo-comportamentale attraverso il gioco: dagli obiettivi condivisi al lavoro con il bambino in cinque fasi, dal parent training parallelo ai cambiamenti che il clinico può attendersi.
Obiettivi terapeutici
La CBPT è adatta al trattamento dei disturbi dell'evacuazione perché, attraverso il gioco, lavora insieme sulla routine comportamentale, sul carico emotivo e sulle risposte dei genitori. Nei problemi di toilette si affianca al programma comportamentale attuato dai genitori e alla gestione medica: il lavoro sul piano dei pensieri e dei sentimenti completa la gestione comportamentale. Nella CBPT gli obiettivi sono condivisi con il bambino e la famiglia. Lo scopo è insegnare competenze che aiutino il bambino a comprendere, riflettere, interpretare e rispondere in modo adeguato agli eventi, uscendo dai pattern di pensiero e di comportamento negativi che mantengono le difficoltà di controllo sfinterico. Nell'encopresi e nell'enuresi il protocollo persegue in genere:
- lo sviluppo di capacità di regolazione emotiva;
- l'insegnamento diretto di tecniche di gestione dell'ansia e di autoregolazione;
- lo sviluppo di competenze di problem solving;
- la psicoeducazione, per i genitori e per il bambino.
Nell'enuresi notturna il ruolo della CBPT è di sostegno: il trattamento di prima linea è medico e comportamentale (allarme e, su indicazione medica, desmopressina) e la CBPT lo affianca riducendo la vergogna, sostenendo la motivazione del bambino e aiutando la famiglia a seguire il programma con costanza.
È fondamentale che genitori e bambino partano dalla consapevolezza che il bambino non è responsabile del disturbo, che i sintomi sono separati da chi egli è, e che tutte le figure coinvolte (genitori, insegnanti, terapeuti) condividono la responsabilità di affrontare le difficoltà attuali.
Lavorare con il bambino — fase per fase

L'intervento è organizzato in cinque fasi sequenziali, dall'orientamento al follow-up.
Fase 1 — Orientamento
La fase iniziale della CBPT dedica grande attenzione alla preparazione del bambino e dei genitori. Un primo incontro tra terapeuta e genitori, senza il bambino, ripercorre la storia e permette ai genitori di condividere la loro percezione del problema. Il terapeuta inizia a ridurre la vergogna legata al disturbo e costruisce un linguaggio concreto e giocoso per parlare del corpo, che accompagnerà tutto il trattamento. Aiuta inoltre i genitori a preparare il bambino alla prima seduta e spiega il ruolo che genitori e altri adulti significativi avranno nella valutazione e nel trattamento.
Fase 2 — Valutazione
Questa fase raccoglie le informazioni necessarie per stabilire obiettivi terapeutici condivisi e concreti. Oltre ai colloqui con i genitori, l'osservazione strutturata del gioco è un elemento chiave: la paura del bagno, che i genitori spesso non vedono o negano, può emergere proprio nel gioco. Si stabilisce una linea di base degli episodi legati all'uso del bagno, della routine del bambino, dei pattern di stipsi e dei fattori scatenanti, in coordinamento con la valutazione medica. Gli strumenti includono questionari per i genitori, la valutazione del gioco del bambino, un compito di completamento di frasi con i pupazzi che permette di far emergere pensieri ed emozioni in modo indiretto, e altre misure personalizzate dal terapeuta.
Fase 3 — Concettualizzazione del caso
La CBPT analizza i dati raccolti nella valutazione per pianificare un trattamento adatto al bambino e dare una cornice logica allo sviluppo e al raggiungimento degli obiettivi. Si parte dalla psicoeducazione sui disturbi dell'evacuazione e si mappano i contributi fisiologici, comportamentali ed emotivi specifici del caso: l'interazione tra stipsi o soglia di risveglio, evitamento appreso, ansia legata all'uso del bagno e ciclo vergogna-segretezza, insieme ai fattori protettivi e di rischio presenti nell'ambiente familiare.
Fase 4 — Intervento
Le tecniche cognitivo-comportamentali (CBT) aiutano il bambino a rispondere in modo più adattivo a problemi, situazioni e fattori di stress, valorizzando pensieri e comportamenti adattivi. L'uso programmato del bagno, i sistemi di rinforzo, la riduzione dell'ansia e la gestione degli episodi vengono sperimentati attraverso il gioco: disegno, narrazione terapeutica, pupazzi e role-play permettono al bambino di esercitare nuove routine e nuove risposte in un contesto sicuro e privo di vergogna. I metodi includono modeling, biblioterapia, generalizzazione e prevenzione delle ricadute, con un lavoro esplicito sul trasferimento di quanto appreso alla vita di casa e di scuola. La CBPT procede in parallelo al programma comportamentale dei genitori; la gestione della stipsi, anche farmacologica, resta di competenza del pediatra. Incontri regolari con i genitori continuano a monitorare i progressi.
Fase 5 — Conclusione
Sia il bambino sia la famiglia sono coinvolti attivamente nella fase finale. Il lavoro consolida routine e fiducia, la prevenzione delle ricadute riduce gradualmente il sostegno terapeutico, e il bambino elabora i vissuti legati alla fine della terapia mentre il terapeuta mette in evidenza i cambiamenti raggiunti. Le ultime sedute possono passare da settimanali a quindicinali o mensili, per aiutare il bambino a sentirsi capace di andare avanti senza il terapeuta. Si dà rinforzo positivo ai progressi tra una seduta e l'altra e la separazione viene normalizzata. I follow-up servono a verificare che i risultati si mantengano nel tempo.
Approfondisci l'applicazione clinica
Il Problemi legati all'uso del bagno: Applicazioni cliniche della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale presenta l'applicazione della CBPT ai problemi di toilette nei bambini: paure, controllo, tecniche.
Approfondisci le applicazioni cliniche della CBPT ai problemi di toiletteIl protocollo strutturato
Per i disturbi dell'evacuazione il protocollo si articola tipicamente in un percorso strutturato, con tempi adattati al bambino, personalizzato in base al quadro del bambino e allo stato medico. Ogni seduta ha una struttura coerente: revisione della settimana precedente, ripresa degli obiettivi, presentazione di nuovi contenuti, scelta degli obiettivi di intervento, pratica di prevenzione delle ricadute e assegnazione dei compiti per la settimana successiva. Un'organizzazione comune prevede:
- Sedute iniziali — psicoeducazione, riduzione della vergogna e costruzione di un linguaggio concreto per il corpo;
- Sedute intermedie — introduzione ed esercizio di routine di uso programmato del bagno, sistemi di rinforzo e strategie di riduzione dell'ansia attraverso il gioco;
- In corso — coordinamento con la gestione medica; sedute con i genitori per radicare a casa routine non punitive;
- Sedute successive — consolidamento della fiducia, gestione di eventuali ricadute occasionali e prevenzione delle ricadute;
- Sedute finali — diradamento graduale e conclusione, con follow-up per verificare che i risultati si mantengano nel tempo.
Lavorare con la famiglia: parent training
Mentre il bambino segue il protocollo CBPT in cinque fasi, i genitori seguono un programma di formazione parallelo, anch'esso in cinque fasi.

introduttivo
Mentre il bambino segue il protocollo CBPT in cinque fasi, i genitori seguono un programma di formazione parallelo, anch'esso in cinque fasi.
I progressi di un bambino crescono dal calore e dalla coerenza condivisi da famiglia e terapeuta.
— CBPT Research Center
Un percorso basato sulle competenze porta i genitori nella stanza del gioco per modellare comportamenti adattivi.
Il parent training è un modello di intervento basato sulle competenze, che presuppone che le famiglie siano in grado di gestire il problema, che ogni famiglia abbia dei punti di forza e che i genitori possano apprendere nuove abilità. Integrato nella CBPT, porta i genitori nella stanza del gioco per osservare e mettere in pratica, in presenza del terapeuta, interventi che promuovono comportamenti adattivi, con l'obiettivo di modificare gli stili interpersonali e gli atteggiamenti che influenzano negativamente il comportamento dei bambini. Ai genitori si insegna a comprendere i fattori che contribuiscono ai sintomi del bambino, i segnali e gli eventi che scatenano i momenti difficili e le strategie di gestione del comportamento che rafforzano l'autostima invece di far vergognare il bambino, insieme ai principi di un approccio collaborativo di problem solving che rispetta il punto di vista sia del genitore sia del bambino.
Attraverso questo approccio, i genitori hanno l'opportunità di:
- Apprendere nuove abilità.
- Esercitarsi in tecniche specifiche.
- Ricevere un feedback individualizzato e continuativo dal terapeuta per aumentare la propria consapevolezza.
- Interpretare in modo più accurato le emozioni, le preoccupazioni e la comunicazione dei figli espresse attraverso il gioco.
Questo programma, chiamato PARENT TRAINING CBPT, segue un approccio integrato: anche se il lavoro principale è con il bambino, gli incontri periodici con i genitori sono essenziali sia nella valutazione sia nel trattamento. Il percorso procede in parallelo alla terapia del bambino e valorizza il ruolo dei genitori nel mantenere o modificare i comportamenti disadattivi. I genitori sono incoraggiati a rinforzare i comportamenti adattivi, perché il trattamento prosegua anche fuori dalla stanza di terapia (risposta neutra e non punitiva agli episodi, insieme al rinforzo dei comportamenti adattivi).
Destinatari: entrambi i genitori.
Durata: un percorso strutturato, con tempi adattati al bambino e alla famiglia.

Il percorso di parent training — cinque fasi
Fase 1 — Valutazione
I genitori ricevono informazioni sui fattori che contribuiscono al problema e lo mantengono (stipsi, paura del bagno, lotte di potere intorno all'uso del bagno) e su come le reazioni degli adulti possano aggravarlo senza volerlo. Imparano ad assumere un atteggiamento neutro e non punitivo verso gli episodi, a tenere un registro semplice e senza commenti degli episodi e a definire con il terapeuta obiettivi realistici, in accordo con il pediatra.
Fase 2 — Apprendimento
Questa fase insegna le abilità necessarie per sostenere il cambiamento. I genitori apprendono ed esercitano tecniche specifiche attraverso sedute di role-play in cui il terapeuta interpreta il bambino. Gli obiettivi chiave includono:
- padronanza dei prerequisiti;
- modeling delle abilità;
- role-play;
- apprendimento senza errori;
- approssimazioni successive (shaping);
- feedback (rinforzi verbali e sociali, token economy);
- pratica ripetuta.
Fase 3 — Pratica
I genitori conducono sedute di gioco con i propri figli per mettere in pratica quanto appreso e, a casa, applicano il programma comportamentale concordato: l'uso programmato del bagno (nell'encopresi, seduta sul water dopo i pasti; nell'enuresi diurna, bagno a orari regolari durante la giornata), il rinforzo della seduta sul water e dell'evacuazione nel water, la registrazione neutra degli episodi, con un atteggiamento coerente nei diversi contesti e in collaborazione con il pediatra. Dopo una prima pratica con il terapeuta, iniziano a condurre sedute di gioco individuali sotto supervisione.
Fase 4 — Revisione
I genitori discutono con il terapeuta le sedute di gioco svolte a casa: si ripercorrono punti di forza e difficoltà e il terapeuta li aiuta a trasferire interventi e competenze nella vita quotidiana. Ogni settimana viene dedicato del tempo all'applicazione delle tecniche nella routine di casa e vengono assegnati compiti per esercitare le strategie.
Fase 5 — Conclusione
La fase si conclude quando gli obiettivi terapeutici sono stati raggiunti e i genitori hanno acquisito una buona competenza nelle attività di gioco e nelle abilità genitoriali. Le sedute vengono diradate gradualmente: prima ogni due settimane, poi una al mese.
Obiettivi del parent training — traguardi specifici
Questo programma aiuta i genitori a interagire in modo funzionale con il proprio figlio sviluppando abitudini e tecniche comportamentali e comunicative adeguate. Mira a rimuovere le condizioni che generano i comportamenti problema e a sostituirle con condotte adattive e socialmente desiderabili.
Comprendere il comportamento
Aumentare la comprensione del comportamento problematico del bambino.
Aspettative realistiche
Definire aspettative più realistiche.
Calore e accettazione
Aumentare calore, fiducia e accettazione verso il bambino.
Il valore del gioco
Riconoscere l'importanza dell'interazione attraverso il gioco.
Comunicazione efficace
Comunicare in modo più efficace con i propri figli.
Fiducia genitoriale
Sviluppare maggiore fiducia e ridurre le frustrazioni vissute con i figli.
Pazienza
Coltivare maggiore pazienza nella vita quotidiana con il figlio.
Comprensione di sé
Discutere con il terapeuta le proprie reazioni per comprendere i propri vissuti e comportamenti.
Problem solving
Diventare risolutori efficaci dei conflitti familiari e sviluppare una motivazione più solida al cambiamento.
Il lavoro con i genitori si affianca a quello con il bambino lungo tutto il trattamento.
Sei un insegnante o un educatore?
A scuola o al nido gli episodi di evacuazione possono accadere davanti ad altri e aumentare la vergogna del bambino. Il corso sui problemi di toilette è utile anche a insegnanti ed educatori per comprendere il problema, gestire gli episodi in modo discreto e senza metterlo in imbarazzo, garantirgli un accesso sereno al bagno e coordinarsi con la famiglia e con il terapeuta. Il corso non abilita alla pratica della psicoterapia.
Scopri il corso Routine e Controllo dell'andare in bagnoCosa cambia
Man mano che il bambino costruisce una routine coerente e la vergogna lascia spazio alla fiducia, le difficoltà di controllo sfinterico allentano la presa.

Attraverso routine strutturate e la riduzione dell'ansia veicolate dal gioco, il bambino impara che gli episodi si possono gestire senza vergogna e che ci si può fidare di nuovo del proprio corpo. Con lo sviluppo delle competenze di regolazione emotiva e di problem solving, e con i genitori sostenuti lungo tutto il percorso, i progressi si estendono oltre la stanza di terapia, fino alla scuola e alla vita quotidiana; i follow-up servono a verificare che i risultati si mantengano nel tempo.
Il lavoro con il bambino e quello con la famiglia procedono in parallelo, con l'obiettivo di consolidare routine e fiducia.
Encopresi ed enuresi: FAQ clinica
Perché la valutazione medica è un prerequisito prima di iniziare la CBPT?
Stipsi con incontinenza da sovrariempimento, infezioni delle vie urinarie e cause strutturali o neurologiche vanno individuate e trattate prima di avviare il lavoro comportamentale e di gioco. La CBPT integra la cura medica, senza sostituirla: le componenti psicologiche e di gioco lavorano sulla routine comportamentale, sul carico emotivo (vergogna, ansia, motivazione) e sulle risposte dei genitori, ma poggiano su una gestione medica adeguata. Il coordinamento con l'équipe pediatrica è parte integrante del quadro CBPT.
In che modo la CBPT aggiunge valore rispetto alle semplici schede comportamentali?
Schede comportamentali e tabelle a stelline sono strumenti utili, ma non affrontano la vergogna, l'ansia e l'evitamento che spesso mantengono le difficoltà una volta consolidate. La CBPT lavora direttamente sulla dimensione emotiva: riduce la vergogna legata al problema, costruisce fiducia e motivazione e coinvolge il bambino attraverso il gioco, senza pressione né aspettative di prestazione. Il bambino diventa così un partecipante attivo del cambiamento e non il destinatario passivo di un sistema di monitoraggio. La CBPT si affianca alla gestione comportamentale attuata dai genitori.
Qual è il ruolo della famiglia nel protocollo CBPT?
I genitori hanno un ruolo centrale. Seguono un percorso parallelo basato sulle competenze, in cui imparano routine non punitive, strategie di rinforzo e un approccio coerente di problem solving che riduce i conflitti legati all'uso del bagno a casa. Il percorso li aiuta a rispondere agli episodi in modi che riducono la vergogna e a mantenere i progressi ottenuti in seduta, così che il cambiamento si estenda alla vita familiare quotidiana.
Encopresi ed enuresi vengono trattate allo stesso modo?
No. Il lavoro CBPT è centrato soprattutto sull'encopresi e sulle difficoltà di controllo sfinterico: qui la gestione della stipsi è centrale, il lavoro medico e quello comportamentale sono strettamente coordinati e il gioco permette di affrontare paura, vergogna e trattenimento. Nell'enuresi notturna il trattamento di prima linea è l'allarme e, su indicazione medica, la desmopressina, insieme alla programmazione dell'assunzione di liquidi: la CBPT ha un ruolo di sostegno (vergogna, motivazione, costanza). La cornice comune (riduzione della vergogna, routine programmate, rinforzo, parent training) viene personalizzata sul singolo bambino. La fase di concettualizzazione del caso individua i contributi specifici di ciascun bambino e guida questa personalizzazione.
Quanto dura il trattamento?
Il protocollo è un percorso strutturato, con tempi adattati al bambino, ed è personalizzato in base ai progressi e allo stato medico del bambino. Molti bambini possono migliorare in modo significativo con una cura combinata medica e comportamentale, anche se alcuni casi traggono beneficio da un percorso più lungo o più graduale. Il percorso in cinque fasi e i follow-up offrono una cornice che si può adattare alle esigenze del bambino mantenendo la coerenza clinica. Il protocollo può essere adattato alle diverse manifestazioni cliniche.
Lavorare con i genitori
Il parent training affianca il lavoro con il bambino e aiuta la famiglia a rispondere agli episodi in modo coerente e non punitivo.
Scopri il Parent Training in CBPTBibliografia
Il quadro clinico, la valutazione e il protocollo fase per fase descritti sopra si basano sulla letteratura CBPT e sul DSM-5-TR, sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell.
- American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, Text Revision (DSM-5-TR). Ed. it.: DSM-5-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text Revision, Raffaello Cortina, Milano, 2023.
- Geraci, M. A. (2022). La play therapy cognitivo-comportamentale. Armando Editore, Roma.
- Geraci, M. A. (2023). Comprendere il mondo del bambino giocando. Armando Editore, Roma.
- Knell, S. M. (1993a). Cognitive Behavioral Play Therapy. Jason Aronson, Northvale (NJ).
Materiali per le famiglie
- Geraci, M. A. (2024). Il mondo della dottoressa Lulù. Collana Amazon - CBPT Books.
Problemi legati all'uso del bagno: Applicazioni cliniche della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale
Encopresi e altri problemi legati all'uso del bagno
A chi è rivolto: psicoterapeuti dell'età evolutiva e psicologi clinici; utile anche a insegnanti ed educatori che lavorano con bambini con difficoltà di toilette, per comprendere il problema e collaborare con il terapeuta e con la famiglia (il corso non abilita alla pratica della psicoterapia).
Il corso presenta la CBPT applicata ai problemi legati all'uso del bagno in due lezioni di Susan M. Knell (48 minuti in tutto). Si concentra sulla paura del bagno, sull'encopresi e sull'uso del bagno; l'enuresi non è trattata come argomento dedicato.
Lingue: lezioni in italiano, inglese e spagnolo (lo spagnolo con voce generata dall'intelligenza artificiale), più una versione con slide in cinese · sottotitoli in arabo, tedesco, francese e turco. Il corso contiene le lezioni in più lingue: segui solo quella che preferisci.
Cosa troverai nel corso
- Capire il ruolo della paura nelle difficoltà legate all'uso del bagno
- Scoprire come il gioco coinvolge il bambino in prima persona nel percorso
- Seguire un caso clinico di Susan M. Knell e Meena Dasari
- Conoscere come si lavora con i genitori tra una seduta e l'altra
- Materiali PDF e test finale
Perché la CBPT è adatta ai problemi di toilette
- ✓ La paura del bagno può avere un ruolo importante e spesso emerge nel gioco anche quando i genitori non la vedono
- ✓ Il gioco permette al bambino di lavorare su pensieri e sentimenti, che la sola gestione comportamentale tende a trascurare
- ✓ Si combina con il programma comportamentale dei genitori e con la gestione medica
- ✓ Coinvolgere il bambino nel trattamento può aumentare le probabilità di successo
CBPT Research Center — sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell.
Come citare questa pagina: Geraci, M. A. (2026). Encopresi ed enuresi nei bambini: il protocollo CBPT. Centro Ricerca CBPT, Roma. https://cbpt.org/it/disturbi-evacuazione-play-therapy-cbpt/
Autrice: Maria A. Geraci, Direttrice del Centro Ricerca CBPT
Pubblicata il 18/10/2026 · Ultimo aggiornamento: 18/10/2026
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Centro Ricerca CBPT — Programma di Formazione
Formazione Professionale in CBPT per Disturbi dell'Evacuazione
Il Centro Ricerca CBPT sviluppa e propone percorsi formativi post-lauream evidence-based per psicologi, psicoterapeuti e specialisti clinici. Il curriculum certificato include un modulo specifico sull'approccio CBPT applicato al trattamento di Disturbi dell'Evacuazione, fondato sulla ricerca peer-reviewed e sulla pratica clinica.
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