Il mutismo selettivo nei bambini: il protocollo CBPT di valutazione e trattamento
Una guida per il clinico ai sintomi e al trattamento del mutismo selettivo: un protocollo strutturato di Play Therapy Cognitivo-Comportamentale, basato su tecniche cognitivo-comportamentali, che aiuta il bambino ad affrontare l'ansia e ad avvicinarsi alla comunicazione con i propri tempi.
Corso Mutismo Selettivo: Applicazioni cliniche della Play Therapy Cognitivo-ComportamentaleCostruiamo situazioni in cui parlare diventa, per il bambino, l'esperienza più gratificante.
— CBPT Research Center
Quando le parole restano bloccate
Il mutismo selettivo è un disturbo d'ansia dell'infanzia: non è timidezza né opposizione.
Il bambino con mutismo selettivo parla liberamente a casa, ma a scuola o con persone poco conosciute non riesce a dire una parola. Il linguaggio è di solito preservato, anche se difficoltà di linguaggio in comorbidità sono frequenti: è l'ansia a bloccare la parola in contesti specifici. Il clinico si trova davanti un bambino che vorrebbe parlare, ma non ci riesce.
Vorrei parlare... ma le parole restano bloccate.
Comprendere il mutismo selettivo
Una panoramica clinica: che cos'è il mutismo selettivo, come si manifesta, quando esordisce e quali fattori lo causano e lo mantengono.
Disturbo d'ansia (DSM-5-TR)
Costante incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche in cui ci si aspetta che si parli (per esempio a scuola), pur parlando in altre situazioni
Almeno 1 mese (non limitato al primo mese di scuola); interferisce con il rendimento scolastico o con la comunicazione sociale
Non dovuto a mancata conoscenza della lingua parlata o a scarso agio con essa; non meglio spiegato da un disturbo della comunicazione (per esempio il disturbo della fluenza con esordio nell'infanzia); non si manifesta esclusivamente nel corso di un disturbo dello spettro dell'autismo, di schizofrenia o di un altro disturbo psicotico
Di solito prima dei 5 anni; spesso riconosciuto all'ingresso a scuola, quando aumentano le richieste comunicative
Tra lo 0,03% e l'1%, a seconda del contesto (DSM-5-TR)
Di solito preservato; frequenti difficoltà di linguaggio in comorbidità
Il mutismo può andare in remissione, ma l'ansia sociale tende a persistere (DSM-5-TR); può compromettere lo sviluppo sociale e scolastico
Cos'è il mutismo selettivo? (definizione DSM-5-TR)
Il mutismo selettivo è un disturbo d'ansia in cui il bambino non riesce costantemente a parlare in determinati contesti sociali, pur parlando normalmente in altri. Secondo il DSM-5-TR (APA, 2022), l'incapacità di parlare interferisce con il rendimento scolastico o con la comunicazione sociale, dura almeno un mese e non è limitata al primo mese di scuola.
Questi bambini parlano normalmente a casa o con le persone di cui si fidano e comprendono il linguaggio, ma si chiudono nel silenzio a scuola o con gli estranei. Non si tratta di semplice timidezza: è un'ansia intensa che blocca la parola in situazioni specifiche, con ricadute importanti sul rendimento scolastico, sulle relazioni con i pari e sul benessere emotivo. Senza un trattamento il quadro può protrarsi nel tempo; secondo il DSM-5-TR, l'ansia sociale tende a persistere anche quando il mutismo va in remissione.

Sintomi e quadro clinico
Il sintomo centrale è l'incapacità persistente di parlare in situazioni sociali specifiche, a fronte di una normale capacità di parola in altri contesti.
- Silenzio completo in alcuni contesti (scuola, luoghi pubblici), mentre a casa con la famiglia il bambino parla.
- Difficoltà a parlare con persone poco familiari (insegnanti, compagni, estranei) anche quando il bambino desidera comunicare.
- Comunicazione non verbale: gesti, linguaggio del corpo, disegni.
- Segni d'ansia: espressione bloccata o seria, scarso contatto visivo, timidezza marcata, crisi di pianto o di rabbia, difficoltà con i cambiamenti, problemi di sonno, umore irritabile o depresso.
- Evitamento attivo delle situazioni sociali in cui parlare genera ansia.
- Sintomi fisici frequenti: mal di pancia, mal di testa, nausea, maggiore sensibilità sensoriale.
Mutismo selettivo e timidezza
Il mutismo selettivo non è una timidezza estrema: è un disturbo distinto, basato sull'ansia, che richiede attenzione clinica.
La timidezza è un tratto temperamentale: il bambino può sentirsi a disagio o avere bisogno di tempo per "sciogliersi", ma alla fine parla quando è pronto. Nel mutismo selettivo, invece, l'ansia impedisce in modo persistente di parlare in contesti specifici come la scuola, anche se il linguaggio è di solito preservato e la parola è fluente nei contesti in cui il bambino si sente al sicuro. Il DSM-5-TR lo classifica tra i disturbi d'ansia e le sole rassicurazioni non bastano a risolverlo. La diagnosi differenziale è quindi importante: la timidezza raramente compromette il funzionamento, mentre il mutismo selettivo incide in modo significativo sullo sviluppo sociale, emotivo e scolastico e richiede un piano di trattamento strutturato.
Diagnosi differenziale
Il mutismo selettivo va distinto da altre condizioni che possono limitare la parola nel bambino.
- Disturbo d'ansia sociale (fobia sociale): paura ed evitamento sociale sono presenti, ma il bambino riesce comunque a parlare nelle situazioni temute; nel mutismo selettivo è la parola stessa a essere costantemente bloccata in contesti specifici.
- Disturbo dello spettro dell'autismo: le difficoltà di comunicazione sociale sono presenti in tutti i contesti e si accompagnano a comportamenti ristretti e ripetitivi; nel mutismo selettivo la comunicazione sociale è adeguata all'età nei contesti in cui il bambino si sente a suo agio.
- Disturbi del linguaggio e della comunicazione: la capacità di linguaggio o di eloquio è compromessa in tutti i contesti; nel mutismo selettivo il linguaggio è di solito preservato (anche se difficoltà di linguaggio possono essere in comorbidità) e il silenzio, legato all'ansia, dipende dalla situazione. Il DSM-5-TR precisa che l'incapacità di parlare non deve essere meglio spiegata da un disturbo della comunicazione (per esempio il disturbo della fluenza con esordio nell'infanzia), né dovuta a mancata conoscenza della lingua o a scarso agio con essa, e non deve manifestarsi esclusivamente nel corso di un disturbo dello spettro dell'autismo, di schizofrenia o di un altro disturbo psicotico.
Comorbidità comuni
Il mutismo selettivo si presenta spesso in comorbidità con altri disturbi d'ansia, in particolare con il disturbo d'ansia sociale, e con difficoltà o disturbi della comunicazione e del linguaggio. Poiché queste condizioni influenzano sia il quadro clinico sia il trattamento, la valutazione dovrebbe indagarle sempre, così che la formulazione clinica e il piano di trattamento tengano conto del quadro completo.
Esordio, decorso ed epidemiologia
Secondo il DSM-5-TR l'esordio è di solito prima dei 5 anni, ma il disturbo può essere riconosciuto solo all'ingresso a scuola, quando aumentano le richieste comunicative e di prestazione. La prevalenza indicata dal DSM-5-TR è compresa tra lo 0,03% e l'1%, a seconda del contesto.
Nei bambini con una storia di mutismo selettivo la produzione verbale resta spesso inferiore alla media; timidezza e ansia sociale persistono di frequente in adolescenza e in età adulta, anche quando il mutismo è andato in remissione.
Cause e fattori di mantenimento
Il mutismo selettivo ha origini multifattoriali; il silenzio è mantenuto dall'evitamento, che riduce l'ansia nell'immediato.
Secondo il DSM-5-TR, tra i fattori di rischio rientrano il temperamento (in particolare l'inibizione comportamentale), l'ansia sociale e la familiarità per i disturbi d'ansia; possono contribuire anche fattori genetici. I genitori sono talvolta descritti come iperprotettivi, senza che questo indichi un rapporto di causa. Il silenzio è mantenuto dall'evitamento: non parlare riduce l'ansia nell'immediato (rinforzo negativo), ma rende sempre più difficile affrontare la situazione temuta.
La CBPT, terapia strutturata, breve e orientata agli obiettivi, interviene proprio su questo meccanismo. In un contesto a bassa pressione è il bambino a scegliere il ritmo: riceve strumenti per affrontare paure e ansie, partecipa attivamente al cambiamento, sperimenta la padronanza e impara risposte più adattive alle situazioni che oggi lo portano automaticamente al silenzio.
Il protocollo di trattamento CBPT
Un percorso strutturato, breve e orientato agli obiettivi: dagli obiettivi terapeutici condivisi al lavoro in cinque fasi con il bambino, dal percorso parallelo di parent training ai cambiamenti che il clinico può attendersi.
Obiettivi terapeutici
La CBPT è adatta al trattamento del mutismo selettivo perché, in un contesto a bassa pressione, lascia al bambino la scelta del ritmo.
La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale offre al bambino:
- l'opportunità di partecipare al cambiamento;
- l'esperienza di un senso di padronanza;
- la possibilità di scegliere il ritmo, in un contesto a bassa pressione;
- la possibilità di apprendere risposte più adattive alle situazioni che oggi lo portano automaticamente al silenzio.
La partecipazione attiva è importante perché il silenzio è mantenuto dall'evitamento: affrontando la comunicazione a piccoli passi, con il proprio ritmo, il bambino sperimenta che parlare è possibile.
Lavorare con il bambino — fase per fase

L'intervento è organizzato in cinque fasi sequenziali, dall'orientamento al follow-up.
Fase di orientamento
La fase iniziale della CBPT dedica grande attenzione alla preparazione del bambino e dei genitori. Un primo incontro tra terapeuta e genitori, senza il bambino, ripercorre la storia e permette ai genitori di condividere la loro percezione del problema. Il terapeuta li aiuta a preparare il bambino alla prima seduta e spiega il ruolo che genitori e altri adulti significativi avranno durante la valutazione e il trattamento. Anche quando il lavoro è centrato sul bambino, il terapeuta resta in contatto regolare con i genitori per sostenerli e valutare i progressi.
Fase di valutazione
Questa fase raccoglie le informazioni necessarie per stabilire obiettivi terapeutici condivisi e concreti. Oltre ai colloqui con i genitori, l'osservazione strutturata del gioco del bambino è un elemento chiave. Gli strumenti includono questionari somministrati ai genitori, la valutazione del gioco del bambino, la valutazione del gioco familiare, un compito di completamento di frasi con i pupazzi che permette al bambino di rivelare pensieri ed emozioni indirettamente attraverso il gioco, e altre misure personalizzate dal terapeuta. Una linea di base della frequenza dei comportamenti verbali del bambino consente di valutare oggettivamente il cambiamento nel corso del trattamento. I dati raccolti qui alimentano direttamente la concettualizzazione del caso e l'intervento strutturato che segue.
Fase di concettualizzazione del caso
La CBPT analizza i dati raccolti durante la valutazione per pianificare un trattamento efficace e fornire una cornice logica per sviluppare e raggiungere gli obiettivi. Si parte dalla psicoeducazione sul mutismo selettivo e si analizzano i fattori individuali, interpersonali e ambientali legati alle preoccupazioni dei genitori: emozioni, pensieri, sensazioni fisiche e strategie di coping del bambino, insieme ai fattori protettivi, di rischio e di mantenimento, primo fra tutti l'evitamento della parola.
Fase di intervento
In questa fase le tecniche cognitivo-comportamentali aiutano il bambino a rispondere in modo più adattivo alle situazioni che generano ansia, a partire dalla comunicazione. I metodi includono modeling, role-play, biblioterapia, generalizzazione e prevenzione delle ricadute. Le tecniche cognitive tradizionali vengono adattate attraverso strumenti di gioco — disegno e arti espressive, narrazione terapeutica e pupazzi che affrontano situazioni simili — con un lavoro esplicito sulla generalizzazione dei comportamenti appresi ad altri contesti. Gli incontri regolari con i genitori continuano a monitorare i progressi e a intervenire sulle interazioni genitore-bambino.
Fase di conclusione
Sia il bambino sia la famiglia sono attivamente coinvolti nella fase finale. Il bambino affronta le emozioni legate alla conclusione della terapia mentre il terapeuta evidenzia i cambiamenti e consolida l'apprendimento. Le sedute finali possono passare da settimanali a quindicinali o mensili, per aiutare il bambino a sentirsi capace di andare avanti senza il terapeuta. Viene fornito rinforzo positivo per i progressi tra una seduta e l'altra e la separazione viene normalizzata. I follow-up servono a verificare che i risultati si mantengano nel tempo.
Approfondisci la CBPT nel mutismo selettivo
Le tecniche CBPT di base sono approfondite nei corsi di formazione CBPT.
Scopri il corso sul mutismo selettivoLavorare con la famiglia — parent training
Mentre il bambino segue il protocollo CBPT in cinque fasi descritto sopra, i genitori seguono un programma di formazione parallelo, anch'esso in cinque fasi.

Un percorso basato sulle competenze porta i genitori nella stanza del gioco per sostenere la comunicazione del bambino.
Il parent training è un modello di intervento basato sulle competenze che presuppone che le famiglie siano in grado di gestire il problema, che ogni famiglia abbia dei punti di forza, e che i genitori possano apprendere nuove abilità. Integrato nella CBPT, porta i genitori nella stanza del gioco per osservare e mettere in pratica, in presenza del terapeuta, interventi che promuovono comportamenti adattivi, con l'obiettivo di modificare gli stili interpersonali e gli atteggiamenti che influenzano negativamente il comportamento dei bambini.
Gli adulti aiutano di più trattando il silenzio come ansia, non come opposizione. È importante che genitori e insegnanti comprendano che il mutismo selettivo è un disturbo d'ansia e non una scelta del bambino, che siano pazienti e sostengano il bambino senza fare pressione, e che collaborino con terapeuti e insegnanti per creare un ambiente di supporto.
Attraverso questo approccio, i genitori hanno l'opportunità di:
- Apprendere nuove abilità.
- Esercitarsi in tecniche specifiche.
- Ricevere un feedback individualizzato e continuativo dal terapeuta per aumentare la propria consapevolezza.
- Migliorare la propria capacità di interpretare le emozioni, le preoccupazioni e la comunicazione dei figli espresse attraverso il gioco.
Questo programma, il Parent Training CBPT, segue un approccio integrato: anche se il lavoro principale è con il bambino, gli incontri periodici con i genitori sono essenziali sia nella valutazione sia nel trattamento. Il percorso procede in parallelo alla terapia del bambino: i genitori imparano a non fare pressione sul bambino perché parli, a non dare attenzione al silenzio e a rinforzare ogni tentativo di comunicazione, così che il trattamento prosegua anche fuori dalla stanza di terapia.

Il percorso di parent training — cinque fasi
Valutazione
I genitori ricevono informazioni sul mutismo selettivo come disturbo d'ansia, sui fattori che mantengono il silenzio e su come le reazioni degli adulti (insistere, parlare al posto del bambino, rimproverare) possano rinforzarlo senza volerlo.
Apprendimento
Questa fase insegna le nuove abilità necessarie per sostenere il cambiamento. I genitori apprendono ed esercitano tecniche specifiche attraverso sessioni di role-play in cui il terapeuta interpreta il ruolo del bambino. Gli obiettivi chiave includono:
- padronanza dei prerequisiti;
- modeling delle abilità;
- role-play;
- apprendimento senza errori;
- approssimazioni successive (shaping);
- feedback (rinforzi verbali e sociali, token economy);
- pratica ripetuta.
Pratica
I genitori conducono sedute di gioco con i propri figli per applicare le abilità apprese: creano occasioni di comunicazione a bassa pressione, rinforzano ogni tentativo di parlare e usano strategie coerenti in tutti i contesti, a casa e con la scuola. Dopo una prima pratica con il terapeuta, i genitori iniziano a condurre sedute di gioco individuali sotto supervisione.
Revisione
I genitori discutono con il terapeuta le sedute di gioco svolte a casa: si ripercorrono punti di forza e difficoltà, e il terapeuta li aiuta a trasferire interventi e competenze nella vita quotidiana. Ogni settimana viene dedicato del tempo all'applicazione delle tecniche nella vita quotidiana e vengono assegnati compiti per esercitare le strategie.
Conclusione
La conclusione arriva quando gli obiettivi terapeutici sono stati raggiunti e i genitori hanno acquisito una buona competenza nelle attività di gioco e nelle abilità genitoriali. Le sedute vengono diradate gradualmente: prima ogni due settimane, poi una al mese.
Obiettivi del parent training — traguardi specifici
Questo programma aiuta i genitori a interagire efficacemente con il proprio figlio sviluppando abitudini e tecniche comportamentali e comunicative funzionali. Mira a rimuovere le condizioni che generano i comportamenti problema e a sostituirle con condotte adattive e socialmente desiderabili — prevenendo la disfunzione, promuovendo il benessere e migliorando le condizioni di crisi.
Comprendere il comportamento
Aumentare la comprensione del comportamento problematico del bambino.
Aspettative realistiche
Definire aspettative più realistiche.
Calore e accettazione
Aumentare calore, fiducia e accettazione verso il bambino.
Il valore del gioco
Riconoscere l'importanza dell'interazione attraverso il gioco.
Comunicazione efficace
Comunicare in modo più efficace con i propri figli.
Fiducia genitoriale
Sviluppare maggiore fiducia e ridurre le frustrazioni vissute con i figli.
Pazienza
Coltivare maggiore pazienza nella vita quotidiana con il figlio.
Auto-comprensione
Discutere con il terapeuta le proprie reazioni personali per comprendere i propri vissuti e comportamenti.
Problem solving
Diventare risolutori efficaci dei conflitti familiari e sviluppare una motivazione più solida al cambiamento.
Il coinvolgimento dei genitori nella CBPT
Il coinvolgimento dei genitori accanto al lavoro con il bambino fa parte del modello CBPT, approfondito nei corsi di formazione CBPT.
Sei un insegnante o un educatore?
A scuola il bambino con mutismo selettivo spesso non riesce a parlare: per questo il ruolo di insegnanti ed educatori è centrale. Il corso sul mutismo selettivo è utile anche a loro per comprendere il disturbo, evitare di fare pressione sul bambino e collaborare con il terapeuta e con la famiglia. Il corso non abilita alla pratica della psicoterapia.
Scopri il corso sul mutismo selettivoCome si manifesta il cambiamento
Man mano che l'ansia si riduce e il bambino procede al proprio ritmo, il silenzio viene gradualmente sostituito da risposte adattive.

Il cambiamento nasce dalla partecipazione attiva del bambino: in un contesto a bassa pressione, con il proprio ritmo, affronta a piccoli passi le situazioni che prima evitava, e il silenzio lascia gradualmente il posto a nuove risposte adattive. Con i genitori sostenuti lungo tutto il percorso, i progressi si estendono oltre la stanza di terapia, fino alla scuola e alla vita quotidiana.
Mutismo selettivo e CBPT: FAQ clinica
Su quali basi si fonda la CBPT nel mutismo selettivo?
La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale applica tecniche cognitivo-comportamentali con supporto empirico — modeling, shaping, esposizione graduata, role-play e rinforzo — all'interno di una cornice di gioco adeguata allo sviluppo, coerente con la concettualizzazione del DSM-5-TR del mutismo selettivo come disturbo d'ansia. Poiché il silenzio è mantenuto dall'evitamento, che riduce l'ansia nell'immediato (rinforzo negativo), il protocollo agisce direttamente sul fattore di mantenimento, con un'esposizione graduata il cui ritmo è scelto dal bambino in un contesto a bassa pressione. Le tecniche CBPT di base sono approfondite nei corsi di formazione CBPT.
Come si struttura l'esposizione graduata con un bambino che non parla?
L'esposizione avviene attraverso il gioco e le approssimazioni successive (shaping): il bambino viene inizialmente rinforzato per la partecipazione non verbale, poi per suoni, singole parole e scambi verbali via via più impegnativi, sempre all'interno di un contesto a bassa pressione che lascia al bambino la scelta del ritmo. Il modeling con i pupazzi, la narrazione terapeutica e il role-play permettono al bambino di esercitarsi a parlare prima di generalizzare alla scuola e ai contesti quotidiani. Le tecniche CBPT di base sono approfondite nei corsi di formazione CBPT.
Quali strumenti di valutazione vengono utilizzati prima del trattamento?
La fase di valutazione combina interviste ai genitori, osservazione strutturata del gioco del bambino, valutazione del gioco familiare, questionari per i genitori e un compito di completamento di frasi con i pupazzi, oltre a misure personalizzate dal terapeuta. Viene stabilita una linea di base comportamentale della frequenza del parlato in modo da poter monitorare oggettivamente il cambiamento nel corso del trattamento.
Come viene integrata la collaborazione tra genitori e scuola nel protocollo?
I genitori seguono un percorso parallelo di formazione basato sulle competenze: imparano a non esercitare pressione né attenzione contingente al silenzio, a rinforzare ogni tentativo comunicativo e a condurre sedute di gioco supervisionate, così che i progressi si generalizzino oltre la stanza di terapia. Incontri regolari tra terapeuta e genitori monitorano i progressi e adeguano le interazioni genitore-bambino, mentre la collaborazione con gli insegnanti estende l'ambiente coerente e rassicurante al contesto scolastico.
Come viene misurato il progresso del trattamento?
Il progresso viene misurato rispetto alla linea di base comportamentale stabilita in fase di valutazione — variazioni nella frequenza del parlato e delle risposte adattive nei diversi contesti — insieme agli obiettivi condivisi e orientati al risultato concordati con il bambino e la famiglia. Follow-up strutturati verificano il mantenimento dei risultati nel tempo e guidano la prevenzione delle ricadute.
Quale formazione serve per applicare la CBPT nel mutismo selettivo?
Applicare la CBPT richiede una formazione specifica nel modello. Il CBPT Research Center, sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell, offre corsi di formazione, tra cui il «Corso Mutismo Selettivo: Applicazioni cliniche della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale».
Il mutismo selettivo rientra nello spettro autistico?
No. Il mutismo selettivo è classificato nel DSM-5-TR come disturbo d'ansia ed è distinto dal disturbo dello spettro dell'autismo, in cui le differenze nella comunicazione sociale sono pervasive in tutti i contesti e accompagnate da comportamenti ristretti e ripetitivi. I due possono essere in comorbidità, quindi una valutazione differenziale accurata è essenziale — nel mutismo selettivo la comunicazione è adeguata all'età nei contesti in cui il bambino si sente a proprio agio e il silenzio è guidato dall'ansia e specifico della situazione.
Un bambino può superare il mutismo selettivo senza trattamento?
Secondo il DSM-5-TR il mutismo può andare in remissione, ma l'ansia sociale tende a persistere, anche in adolescenza e in età adulta, con possibile impatto sul piano sociale e scolastico. Poiché il silenzio è mantenuto dall'evitamento, che riduce l'ansia nell'immediato (rinforzo negativo), è preferibile un intervento precoce basato su tecniche cognitivo-comportamentali con supporto empirico rispetto a un approccio attendista. Il protocollo CBPT agisce direttamente su questo meccanismo di mantenimento.
A che età può essere diagnosticato il mutismo selettivo?
Il DSM-5-TR non prevede un'età minima per la diagnosi: si pone quando l'incapacità di parlare è persistita per almeno un mese, non è limitata al primo mese di scuola e sono soddisfatti gli altri criteri. L'esordio è di solito prima dei 5 anni, sebbene il disturbo venga spesso riconosciuto per la prima volta all'ingresso a scuola, quando aumentano le richieste comunicative.
Il lavoro con i genitori nella CBPT
Per approfondire il lavoro con i genitori nel mutismo selettivo, scopri il percorso di formazione dedicato.
Scopri il Parent Training in CBPTBibliografia
Il quadro clinico, gli strumenti di valutazione e il protocollo descritti sopra sono fondati sulla letteratura CBPT e sul DSM-5-TR, sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell.
- Favaro, A., & Sambataro, F. (2021). Manuale di psichiatria. Piccin.
- Geraci, M. A. (2022). La play therapy cognitivo-comportamentale. Armando Editore, Roma.
- Geraci, M. A. (2023). Comprendere il mondo del bambino giocando. Armando Editore, Roma.
- Knell, S. M. (1993a). Cognitive Behavioral Play Therapy. Jason Aronson, Northvale (NJ).
- Knell, S. M. (1993b). To show and not tell: Cognitive-behavioral play therapy in the treatment of elective mutism. In T. Kottman & C. Schaefer (a cura di), Play therapy in action: A casebook for practitioners (pp. 169-208). Jason Aronson, Northvale (NJ).
- Knell, S. M., & Dasari, M. (2011). Cognitive-behavioral play therapy. In S. W. Russ & L. N. Niec (a cura di), Play in clinical practice: Evidence-based approaches (pp. 236-263). Guilford, New York.
- American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, Text Revision (DSM-5-TR). Ed. it.: DSM-5-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text Revision, Raffaello Cortina, Milano, 2023.
Materiali per le famiglie
- Geraci, M. A. (2024). Il mondo della dottoressa Lulù. Collana Amazon - CBPT Books.
Corso Mutismo Selettivo: Applicazioni cliniche della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale
A chi è rivolto: psicoterapeuti dell'età evolutiva e psicologi clinici; utile anche a insegnanti ed educatori che lavorano con bambini con mutismo selettivo, per comprendere il disturbo e collaborare con il terapeuta (il corso non abilita alla pratica della psicoterapia).
Il corso presenta la CBPT nel mutismo selettivo: una lezione di Susan M. Knell (26 minuti) su come il modello affronta il disturbo attraverso il gioco.
Lingue: lezioni in italiano, inglese e spagnolo (lo spagnolo con voce generata dall'intelligenza artificiale), più una versione con slide in cinese · sottotitoli in arabo, tedesco, francese e turco. Il corso contiene le lezioni in più lingue: segui solo quella che preferisci.
Cosa troverai nel corso
- Capire come rendere il parlare più gratificante del silenzio
- Confrontare due modi di condurre la CBPT, uno più direttivo e uno basato sul modeling
- Seguire casi clinici di Susan M. Knell, a casa e a scuola
- Scoprire come si lavora con genitori e insegnanti per mantenere i progressi
- Materiali PDF e test di apprendimento finale
Perché la CBPT è adatta al mutismo selettivo
- ✓ Il mutismo selettivo è un disturbo d'ansia: le tecniche cognitivo-comportamentali agiscono sul meccanismo che lo mantiene
- ✓ Il contributo fondativo di Susan M. Knell sul mutismo selettivo (Knell, 1993b)
- ✓ Il gioco riduce la pressione da prestazione nei bambini che faticano a parlare
- ✓ Intervento strutturato in 5 fasi con parent training: i genitori hanno un ruolo chiave
- ✓ Estendibile alla scuola e alla vita di tutti i giorni
CBPT Research Center — sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell.
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Come citare questa pagina: Geraci, M. A. (2026). Il mutismo selettivo nei bambini: il protocollo CBPT di valutazione e trattamento. Centro Ricerca CBPT, Roma. https://cbpt.org/it/mutismo-selettivo-play-therapy-cbpt/
Autrice: Maria A. Geraci, Direttrice del Centro Ricerca CBPT
Pubblicata il 18/10/2026 · Ultimo aggiornamento: 18/10/2026
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Centro Ricerca CBPT — Programma di Formazione
Formazione Professionale in CBPT per Mutismo Selettivo
Il Centro Ricerca CBPT sviluppa e propone percorsi formativi post-lauream evidence-based per psicologi, psicoterapeuti e specialisti clinici. Il curriculum certificato include un modulo specifico sull'approccio CBPT applicato al trattamento di Mutismo Selettivo, fondato sulla ricerca peer-reviewed e sulla pratica clinica.
Consulta il curriculum formativoIl protocollo in seduta
Competenze che applichi in seduta — sotto la direzione scientifica di Susan M. Knell, originator della CBPT.
