Aree cliniche

Cognitive Behavioral Play Therapy Approach

Il protocollo in seduta — Corso Disturbo Ossessivo-Compulsivo: Applicazioni cliniche play therapy cognitivo comportamentale
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CBPT Research Center — sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell.
CBPT · DOC NEI BAMBINI

DOC nei bambini: il protocollo CBPT di valutazione e trattamento

Una guida clinica per il professionista sul disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) nei bambini — ossessioni, compulsioni e pensieri intrusivi — e sul protocollo strutturato di Play Therapy Cognitivo-Comportamentale, basato su tecniche cognitivo-comportamentali con supporto empirico, che lo affronta attraverso il gioco, sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell.

Scopri il corso sul Disturbo Ossessivo-Compulsivo
Basato sul DSM-5-TR e sulla letteratura CBPT (Knell; Geraci)Direzione scientifica: Maria A. Geraci e Susan M. KnellPercorso clinico in cinque fasiPer psicoterapeuti dell'età evolutivaUtile anche a insegnanti ed educatori
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Attraverso il gioco, i bambini imparano ad affrontare i pensieri che li spaventano — un passo coraggioso alla volta.

— CBPT Research Center
I rituali, come il lavaggio ripetuto delle mani, possono occupare gran parte della giornata di un bambino.
I rituali, come il lavaggio ripetuto delle mani, possono occupare gran parte della giornata di un bambino. — CBPT Research Center

Quando i pensieri restano bloccati in loop

Il disturbo ossessivo-compulsivo non è testardaggine né una fase passeggera. Nel DSM-5-TR il DOC ha una categoria propria, distinta dai disturbi d'ansia, ma l'ansia ne è una componente centrale. Il bambino è dominato da pensieri intrusivi e indesiderati (ossessioni) e spinto a ripetere comportamenti o atti mentali (compulsioni) per neutralizzare il disagio. Il sollievo è breve, il ciclo si stringe e i rituali possono arrivare a occupare anche più di un'ora al giorno. I bambini piccoli spesso non riescono a spiegare perché devono lavarsi, controllare o ripetere: il clinico si trova davanti un bambino intrappolato dai propri pensieri.

"Se non lo faccio esattamente bene… succederà qualcosa di brutto."

Comprendere il DOC nei bambini

Una panoramica clinica: che cos'è il disturbo ossessivo-compulsivo, come si manifesta, quando esordisce e quali fattori lo causano e lo mantengono.

DOC a colpo d’occhio
Classificazione
Categoria propria "Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati" (DSM-5-TR), distinta dai disturbi d'ansia
Caratteristica centrale
Presenza di ossessioni, compulsioni o entrambe (criterio A); nei bambini le compulsioni possono non essere accompagnate da ossessioni chiaramente descrivibili
Soglia clinica
Le ossessioni o compulsioni richiedono tempo (ad esempio più di 1 ora al giorno) oppure causano disagio o compromissione clinicamente significativi (criterio B)
Criteri di esclusione
Non attribuibili agli effetti di una sostanza o di un'altra condizione medica (criterio C); non meglio spiegati dai sintomi di un altro disturbo mentale (criterio D)
Specificatori
Con insight buono o sufficiente / con insight scarso / con insight assente o con convinzioni deliranti; correlato a tic (anamnesi attuale o passata di un disturbo da tic). Il DSM-5-TR non prevede livelli di gravità
Esordio
Spesso in età evolutiva: secondo il DSM-5-TR, circa un quarto dei casi maschili inizia prima dei 10 anni
Prevalenza
Secondo il DSM-5-TR, prevalenza a 12 mesi negli USA di circa l'1,2%
Insight
Variabile; nei bambini può essere inferiore rispetto agli adulti e i sintomi possono non essere riconosciuti come problematici
Senza trattamento
Secondo il DSM-5-TR, il decorso è di norma cronico, con fluttuazioni dei sintomi; compromette il funzionamento scolastico, sociale e familiare

Cos'è il DOC? (definizione DSM-5-TR)

Il disturbo ossessivo-compulsivo è definito dalla presenza di ossessioni, compulsioni o entrambe. Si osserva sia negli adulti sia nei bambini, è spesso invalidante e frequentemente cronico, ed è caratterizzato da pensieri e comportamenti ripetitivi e ritualistici che causano disagio e compromissione.

Per la diagnosi, il DSM-5-TR (APA, 2022) richiede che: (A) siano presenti ossessioni, compulsioni o entrambe; (B) le ossessioni o le compulsioni richiedano tempo (ad esempio più di 1 ora al giorno) oppure causino disagio o compromissione clinicamente significativi nel funzionamento sociale, scolastico o in altre aree importanti; (C) i sintomi non siano attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza (ad esempio una sostanza di abuso o un farmaco) o di un'altra condizione medica; (D) il disturbo non sia meglio spiegato dai sintomi di un altro disturbo mentale. Occorre inoltre specificare il livello di insight (buono o sufficiente; scarso; assente, con convinzioni deliranti) e se il disturbo è correlato a tic.

I comportamenti ossessivo-compulsivi clinicamente significativi si distinguono dai comportamenti ritualistici e ripetitivi tipici dello sviluppo per la gravità, per il disagio che causano e per l'impatto negativo sul funzionamento del bambino e della famiglia.

Ossessioni e compulsioni
Ossessioni e compulsioni — pensieri intrusivi a cui si risponde con rituali ripetitivi. — CBPT Research Center

Sintomi e manifestazione clinica: ossessioni e compulsioni

Il DOC si manifesta con ossessioni, cioè pensieri intrusivi ricorrenti, e con compulsioni messe in atto per ridurre l'ansia che ne deriva. Secondo il DSM-5-TR, le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi e indesiderati e causa di marcata ansia o disagio; la persona cerca di ignorarli, di sopprimerli o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (cioè con una compulsione). Nei bambini possono emergere come pensieri intrusivi espressi attraverso domande ripetitive.

Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (ad esempio lavarsi le mani, ordinare, controllare) o atti mentali (ad esempio pregare, contare, ripetere parole in silenzio) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta a un'ossessione o secondo regole rigide. Servono a prevenire o ridurre l'ansia o il disagio, o a evitare un evento temuto, ma non sono collegate in modo realistico a ciò che intendono neutralizzare oppure sono chiaramente eccessive. I bambini piccoli spesso non hanno le competenze verbali per descrivere i propri stati interni o per spiegare perché mettono in atto una specifica compulsione, che può quindi non essere accompagnata da ossessioni chiaramente descrivibili.

I bambini con DOC presentano tipicamente due o più cluster sintomatologici, che possono includere paure di contaminazione, ossessioni aggressive o catastrofiche, ossessioni religiose o scrupolose e ossessioni somatiche. Le compulsioni più comuni sono:

  • Lavaggio e pulizia
  • Controllo
  • Ripetizione
  • Rituali che coinvolgono altre persone
  • Ordinare e disporre
  • Contare
  • Toccare e strofinare, e compulsioni simil-tic

DOC e rituali tipici dell'infanzia

Molti comportamenti ritualistici — le routine della buonanotte, allineare i giocattoli, giochi come "non calpestare le fessure" — fanno parte del normale sviluppo infantile, e per questo genitori e insegnanti faticano a distinguere la normalità dalla patologia e a decidere quando chiedere una consulenza specialistica.

La differenza sta nella gravità, nel disagio e nell'impatto sul funzionamento: i rituali tipici dello sviluppo sono flessibili, coerenti con l'età e non problematici, mentre quelli del DOC sono rigidi, causano disagio, richiedono tempo (spesso più di un'ora al giorno) e compromettono la vita scolastica, sociale e familiare. Il riconoscimento è reso più difficile dal fatto che bambini e adolescenti tendono a nascondere i sintomi anche ai familiari più stretti e spesso hanno un insight inferiore rispetto agli adulti: possono non riconoscere i propri sintomi come problematici.

Diagnosi differenziale

Il DOC va distinto da altre condizioni con caratteristiche in parte sovrapposte.

  • Disturbo d'ansia generalizzata (DAG): le preoccupazioni sono timori eccessivi su circostanze reali della vita e di norma non vengono neutralizzate da compulsioni ritualizzate; nel DOC le ossessioni intrusive sono legate a compulsioni ripetitive messe in atto per ridurre l'ansia.
  • Disturbo dello spettro dell'autismo: i comportamenti ristretti e ripetitivi sono pervasivi e inseriti in un quadro più ampio di differenze nella comunicazione sociale; le compulsioni del DOC sono di solito fonte di disagio e messe in atto per alleviare un'ossessione.
  • Disturbi da tic / disturbo di Tourette: i tic sono movimenti o vocalizzazioni improvvisi, ricorrenti e non ritmici, preceduti da un impulso premonitore e non da un pensiero ossessivo. La distinzione è rilevante perché le compulsioni simil-tic e i disturbi da tic sono frequentemente in comorbidità con il DOC (da cui lo specificatore "correlato a tic").
  • Altri disturbi mentali (criterio D): la diagnosi di DOC non si pone se i sintomi sono meglio spiegati da un altro disturbo, ad esempio le preoccupazioni eccessive del disturbo d'ansia generalizzata, la preoccupazione per l'aspetto fisico del disturbo di dismorfismo corporeo, le ruminazioni del disturbo depressivo maggiore o i comportamenti alimentari disturbati dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
  • Effetti di sostanze o condizione medica (criterio C): occorre escludere che i sintomi siano attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza o di un'altra condizione medica.

Comorbidità comuni

Il DOC in età infantile è frequentemente in comorbidità con i disturbi d'ansia, con i disturbi da tic e il disturbo di Tourette e con il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). Poiché queste condizioni influenzano sia il quadro clinico sia il trattamento, la valutazione dovrebbe indagare ansia, tic e difficoltà attentive, in modo che formulazione clinica e piano di trattamento tengano conto del quadro completo.

Esordio, decorso ed epidemiologia

Secondo il DSM-5-TR, la prevalenza a 12 mesi del DOC negli Stati Uniti è di circa l'1,2%. L'esordio avviene spesso in età evolutiva: circa un quarto dei casi maschili inizia prima dei 10 anni. In genere è graduale, ma sono descritti anche casi a esordio acuto; i tipi e i pattern sintomatologici possono cambiare nel tempo. Senza trattamento il decorso è di norma cronico, con fluttuazioni dei sintomi; in alcuni casi può essere episodico, ed è comune la persistenza della diagnosi o di sintomi parziali. Il riconoscimento precoce è complicato dal fatto che i bambini tendono a nascondere i sintomi e possono avere un insight limitato.

Cause e fattori di mantenimento (concettualizzazione CBPT)

Le cause del DOC sono multifattoriali: temperamentali, ambientali e genetico-fisiologiche. Le compulsioni, invece, mantengono il ciclo d'ansia.

  • Fattori temperamentali: sintomi internalizzanti più elevati, maggiore emotività negativa e inibizione comportamentale nell'infanzia sono possibili fattori di rischio.
  • Fattori ambientali: l'abuso fisico e sessuale nell'infanzia e altri eventi stressanti o traumatici sono stati associati a un aumento del rischio. Alcuni bambini sviluppano un esordio improvviso di sintomi ossessivo-compulsivi associato ad agenti ambientali, tra cui una sindrome autoimmune post-infettiva.
  • Fattori genetici e fisiologici: secondo il DSM-5-TR, il tasso di DOC tra i parenti di primo grado di adulti con DOC è circa il doppio rispetto ai parenti di adulti non affetti e sale fino a dieci volte tra i parenti di primo grado di persone con DOC a esordio infantile o adolescenziale.

Nella concettualizzazione CBPT il ciclo ossessione–ansia–compulsione–sollievo è il meccanismo di mantenimento centrale: le compulsioni riducono brevemente il disagio e vengono rinforzate negativamente, e questo rafforza il ciclo. La CBPT, terapia strutturata, breve e orientata agli obiettivi, interviene proprio su questo meccanismo: aiuta il bambino ad affrontare i pensieri temuti senza ritualizzare e a costruire risposte più adattive alle situazioni che li scatenano in modo automatico.

Il protocollo di trattamento CBPT

Un percorso strutturato, breve e orientato agli obiettivi per condurre attraverso il gioco la terapia cognitivo-comportamentale del DOC: dagli obiettivi terapeutici condivisi al lavoro con il bambino in cinque fasi, con l'esposizione con prevenzione della risposta (E/RP) al centro, fino al percorso parallelo di parent training e ai cambiamenti che il clinico può attendersi.

Obiettivi terapeutici

La CBPT è adatta al trattamento del DOC perché insegna al bambino ad affrontare i pensieri intrusivi senza ritualizzare. Gli obiettivi sono condivisi con il bambino e con la famiglia: si tratta di insegnare competenze che aiutino il bambino a comprendere, riflettere, interpretare e rispondere agli eventi in modo adattivo, uscendo dai pattern di pensiero e di comportamento negativi che alimentano il DOC.

Nel DOC la CBT, in particolare l'E/RP, è il trattamento di prima linea (gold standard) per il disturbo da lieve a moderato tra i 7 e i 18 anni. L'E/RP resta quindi il cardine dell'intervento, e il gioco serve a renderla praticabile per il bambino. Nei quadri gravi la CBPT si integra con la valutazione farmacologica e, se necessario, con l'invio. In questo contesto il protocollo persegue generalmente:

  • lo sviluppo di capacità di regolazione emotiva;
  • l'insegnamento diretto di tecniche di gestione dell'ansia e di autoregolazione;
  • lo sviluppo di competenze di problem solving;
  • la psicoeducazione, rivolta sia ai genitori sia al bambino.

Fin dall'inizio è importante che genitori e bambino partano dalla consapevolezza che il bambino non è responsabile del disturbo, che i sintomi sono distinti da chi egli è, e che tutte le figure coinvolte (genitori, insegnanti, terapeuti) condividono la responsabilità di affrontare le difficoltà attuali.

Lavorare con il bambino — fase per fase

In seduta: il bambino lavora direttamente con il terapeuta attraverso un'esposizione strutturata basata sul gioco.
In seduta: il bambino lavora direttamente con il terapeuta attraverso un'esposizione strutturata basata sul gioco. — CBPT Research Center

L'intervento è organizzato in cinque fasi sequenziali, dall'orientamento al follow-up.

1

Fase 1 — Orientamento

Preparare il bambino e i genitori; ripercorrere la storia clinica senza il bambino presente.

La fase iniziale della CBPT dedica grande attenzione alla preparazione del bambino e dei genitori. Un primo incontro tra terapeuta e genitori, senza il bambino, ripercorre la storia e permette ai genitori di condividere la loro percezione del problema. Il terapeuta li aiuta a preparare il bambino alla prima seduta e spiega il ruolo che genitori e altri adulti significativi avranno durante la valutazione e il trattamento. Anche quando il lavoro è centrato sul bambino, il terapeuta resta in contatto regolare con i genitori per sostenerli e valutare i progressi verso gli obiettivi.

2

Fase 2 — Valutazione

Interviste, osservazione del gioco, questionari, compiti con i pupazzi, linea di base comportamentale.

Questa fase raccoglie le informazioni necessarie per stabilire obiettivi terapeutici condivisi e concreti. Oltre ai colloqui con i genitori, l'osservazione strutturata del gioco del bambino è un elemento chiave. Gli strumenti includono questionari per i genitori, la valutazione del gioco del bambino e del gioco familiare, un compito di completamento di frasi con i pupazzi che permette al bambino di rivelare pensieri ed emozioni in modo indiretto, e altre misure personalizzate dal terapeuta. Una linea di base della frequenza delle affermazioni ossessive e dei comportamenti compulsivi consente di valutare in modo oggettivo il cambiamento nel corso del trattamento e alimenta direttamente la concettualizzazione del caso. Se il bambino è in terapia farmacologica, è opportuno collaborare con il medico che la prescrive.

3

Fase 3 — Concettualizzazione del caso

Mappare i fattori individuali, interpersonali e di mantenimento; pianificare il trattamento.

La CBPT analizza i dati raccolti durante la valutazione per pianificare un trattamento adatto al caso e fornire una cornice logica per sviluppare e raggiungere gli obiettivi. Si parte dalla psicoeducazione sul DOC e si analizzano i fattori individuali, interpersonali e ambientali legati alle preoccupazioni dei genitori: emozioni, pensieri, sensazioni fisiche e strategie di coping del bambino, insieme ai fattori protettivi, di rischio e di mantenimento che sostengono il ciclo ossessione–compulsione.

4

Fase 4 — Intervento

Tecniche CBT ed E/RP, adattate attraverso il gioco.

In questa fase le tecniche cognitivo-comportamentali aiutano il bambino a sviluppare risposte più adattive a problemi, situazioni e fattori di stress, valorizzando pensieri e comportamenti adattivi. Il meccanismo centrale è l'E/RP: il bambino affronta gradualmente i pensieri e le situazioni temute resistendo all'impulso di ritualizzare, e questo avviene dentro il gioco. Con i bambini piccoli il DOC può essere difficile da trattare: i bambini non sono necessariamente motivati e i sintomi possono preoccupare più i genitori e gli insegnanti che il bambino stesso. Inoltre, nel DOC il modeling attraverso il gioco può avere dei limiti, per cui l'E/RP resta al centro dell'intervento.

I metodi includono modeling, role-play, biblioterapia, generalizzazione e prevenzione delle ricadute. Le tecniche cognitive tradizionali vengono adattate attraverso strumenti di gioco, come il disegno e le arti espressive, la narrazione terapeutica e i pupazzi che affrontano situazioni simili, con un lavoro esplicito sulla generalizzazione dei comportamenti appresi ad altri contesti. Il bambino può anche imparare a pensare al DOC in terza persona e a dargli un nome (esternalizzazione), e a usare autoaffermazioni come "È il mio DOC che parla, non sono io". Incontri regolari con i genitori continuano a monitorare i progressi e a intervenire sulle interazioni genitore-bambino.

5

Fase 5 — Conclusione

Le sedute vengono diradate; follow-up per verificare che i risultati si mantengano nel tempo.

Sia il bambino sia la famiglia sono coinvolti attivamente nella fase finale. Il bambino affronta le emozioni legate alla conclusione della terapia, mentre il terapeuta mette in evidenza i cambiamenti raggiunti e consolida l'apprendimento. Le sedute finali possono passare da settimanali a quindicinali o mensili, per aiutare il bambino a sentirsi capace di andare avanti senza il terapeuta. Viene dato rinforzo positivo per i progressi tra una seduta e l'altra e la separazione viene normalizzata. I follow-up servono a verificare che i risultati si mantengano nel tempo, e il piano di prevenzione delle ricadute accompagna il bambino e la famiglia anche dopo la fine della terapia.

Corso Disturbo Ossessivo-Compulsivo: Applicazioni cliniche della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale

Approfondisci la CBPT nel DOC

Il protocollo strutturato

Per il DOC, il protocollo di March e Mulle (1998) viene in genere adattato come un percorso strutturato, con tempi adattati al bambino. Ogni seduta segue una struttura coerente: revisione della settimana precedente, riaffermazione degli obiettivi, presentazione di nuove informazioni, scelta dei "bersagli" di esposizione, pratica della prevenzione delle ricadute e assegnazione dei compiti per la settimana successiva. Un'articolazione tipica è:

  • Sedute iniziali — psicoeducazione: spiegare il DOC al bambino e alla famiglia; rendere il DOC "il problema" e costruirne la "mappa" (dove vince il DOC e dove vince il bambino);
  • Prime sedute di intervento — costruire una gerarchia degli stimoli; identificare e insegnare la "zona di transizione";
  • Sedute centrali — gestione dell'ansia con esposizione graduale e prevenzione della risposta;
  • Lungo tutto il percorso — alcune sedute congiunte con i genitori;
  • Sedute finali — conclusione con un piccolo rito (il "diploma") e una seduta di richiamo a distanza di alcune settimane.

Lavorare con la famiglia: parent training

Mentre il bambino segue il protocollo CBPT in cinque fasi descritto sopra, i genitori seguono un programma di formazione parallelo, anch'esso in cinque fasi.

I progressi di un bambino crescono dal calore e dalla coerenza condivisi da famiglia e terapeuta.
I progressi di un bambino crescono dal calore e dalla coerenza condivisi da famiglia e terapeuta. — CBPT Research Center

introduttivo

Mentre il bambino segue il protocollo CBPT in cinque fasi descritto sopra, i genitori seguono un programma di formazione parallelo, anch'esso in cinque fasi.

I progressi di un bambino crescono dal calore e dalla coerenza condivisi da famiglia e terapeuta.
— CBPT Research Center

Un percorso basato sulle competenze porta i genitori nella stanza del gioco per sostenere il bambino nell'affrontare il DOC.

Il parent training è un modello di intervento basato sulle competenze, che presuppone che le famiglie siano in grado di gestire il problema, che ogni famiglia abbia dei punti di forza e che i genitori possano apprendere nuove competenze. Integrato nella CBPT, porta i genitori nella stanza del gioco per osservare e mettere in pratica, in presenza del terapeuta, interventi che promuovono comportamenti adattivi, con l'obiettivo di modificare gli stili interpersonali e gli atteggiamenti che influenzano negativamente il comportamento dei bambini. Ai genitori viene insegnato a comprendere i fattori che contribuiscono ai sintomi del bambino, i segnali e gli eventi che scatenano i cambiamenti d'umore, e strategie di gestione del comportamento che valorizzano l'autostima invece di far vergognare il bambino, insieme ai principi di un approccio collaborativo di problem solving che rispetta sia il punto di vista del genitore sia quello del bambino.

Attraverso questo approccio, i genitori hanno l'opportunità di:

  • Apprendere nuove competenze.
  • Esercitarsi in tecniche specifiche.
  • Ricevere un feedback individualizzato e continuativo dal terapeuta per aumentare la propria consapevolezza.
  • Interpretare in modo più accurato le emozioni, le preoccupazioni e la comunicazione dei figli espresse attraverso il gioco.

Questo programma, il Parent Training CBPT, segue un approccio integrato: anche se il lavoro principale è con il bambino, gli incontri periodici con i genitori sono essenziali sia nella valutazione sia nel trattamento. Il percorso procede in parallelo alla terapia del bambino e valorizza il ruolo dei genitori nel mantenere o modificare i comportamenti disadattivi. Nel DOC, i genitori sono incoraggiati a rinforzare i comportamenti adattivi e a ridurre gradualmente, in accordo con il terapeuta, l'accomodamento dei rituali e le rassicurazioni ripetute, così da sostenere l'E/RP e far proseguire il trattamento anche fuori dalla stanza di terapia.

Destinatari: entrambi i genitori.

Durata: un percorso strutturato, con tempi adattati al bambino e alla famiglia.

I genitori vengono accompagnati nella stanza del gioco per sostenere il proprio bambino con calore e sicurezza.
I genitori vengono accompagnati nella stanza del gioco per sostenere il proprio bambino con calore e sicurezza. — CBPT Research Center

Il percorso di parent training — cinque fasi

Parent training
1

Fase 1 — Valutazione

Analizzare il problema, adattare lo stile genitoriale e definire gli obiettivi terapeutici.

I genitori ricevono informazioni sul DOC, sul ciclo ossessione–compulsione e sul modo in cui l'accomodamento dei rituali e le continue rassicurazioni possono, senza volerlo, mantenerlo. Imparano a stabilire regole chiare e coerenti e a non "aggirare il problema", cioè ad adattare la vita familiare ai rituali per evitare il disagio del bambino.

Parent training
2

Fase 2 — Apprendimento

Apprendere e provare nuove competenze attraverso il role-play con il terapeuta.

Questa fase insegna le competenze necessarie per sostenere il cambiamento. I genitori apprendono ed esercitano tecniche specifiche attraverso sedute di role-play in cui il terapeuta interpreta il bambino. Gli obiettivi chiave includono:

  • padronanza dei prerequisiti;
  • modeling delle competenze;
  • role-play;
  • apprendimento senza errori;
  • approssimazioni successive (shaping);
  • feedback (rinforzi verbali e sociali, token economy);
  • pratica ripetuta.
Parent training
3

Fase 3 — Pratica

Condurre sedute di gioco supervisionate con il proprio bambino per applicare le competenze.

I genitori conducono sedute di gioco con i propri figli per applicare le competenze apprese: sostengono il bambino durante gli esercizi di E/RP senza assecondare i rituali né rispondere alle richieste di rassicurazione, riconoscono le situazioni che scatenano ossessioni e compulsioni e usano strategie coerenti nei diversi contesti. Con il terapeuta condividono anche il piano di prevenzione delle ricadute. Dopo una prima pratica con il terapeuta, i genitori iniziano a condurre sedute di gioco individuali sotto supervisione.

Parent training
4

Fase 4 — Revisione

Discutere le sedute svolte a casa e generalizzare le competenze nella vita quotidiana.

I genitori discutono con il terapeuta le sedute di gioco svolte a casa: si ripercorrono punti di forza e difficoltà e il terapeuta li aiuta a trasferire interventi e competenze nella vita quotidiana. Ogni settimana viene dedicato del tempo all'applicazione delle tecniche e vengono assegnati compiti per esercitare le strategie.

Parent training
5

Fase 5 — Conclusione

Le sedute vengono diradate una volta raggiunti competenza e obiettivi.

La conclusione arriva quando gli obiettivi terapeutici sono stati raggiunti e i genitori hanno acquisito una buona competenza nelle attività di gioco e nelle abilità genitoriali. Le sedute vengono diradate gradualmente: prima ogni due settimane, poi una al mese.

Obiettivi del parent training — traguardi specifici

Questo programma aiuta i genitori a interagire efficacemente con il proprio figlio sviluppando abitudini e tecniche comportamentali e comunicative funzionali. Mira a rimuovere le condizioni che generano i comportamenti problema e a sostituirle con condotte adattive e socialmente desiderabili.

1

Comprendere il comportamento

Aumentare la comprensione del comportamento problematico del bambino.

2

Aspettative realistiche

Definire aspettative più realistiche.

3

Calore e accettazione

Aumentare calore, fiducia e accettazione verso il bambino.

4

Il valore del gioco

Riconoscere l'importanza dell'interazione attraverso il gioco.

5

Comunicazione efficace

Comunicare in modo più efficace con i propri figli.

6

Fiducia genitoriale

Sviluppare maggiore fiducia e ridurre le frustrazioni vissute con i figli.

7

Pazienza

Coltivare maggiore pazienza nella vita quotidiana con il figlio.

8

Comprensione di sé

Discutere con il terapeuta le proprie reazioni per comprendere i propri vissuti e comportamenti.

9

Problem solving

Diventare risolutori efficaci dei conflitti familiari e sviluppare una motivazione più solida al cambiamento.

Il parent training è parte integrante del modello CBPT, accanto al protocollo con il bambino.

Sei un insegnante o un educatore?

A scuola i rituali del DOC possono essere difficili da distinguere dai comportamenti tipici dello sviluppo, e i bambini tendono a nascondere i sintomi. Riconoscere rituali e richieste continue di rassicurazione, evitare di assecondarli e collaborare con il terapeuta e con la famiglia è importante per il bambino. Il corso sul disturbo ossessivo-compulsivo è utile anche a insegnanti ed educatori per comprendere il disturbo e il suo trattamento. Il corso non abilita alla pratica della psicoterapia.

Scopri il corso sul Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Cosa cambia

Man mano che il bambino impara ad affrontare i pensieri intrusivi senza ritualizzare, le compulsioni allentano la presa: dai rituali rigidi a un modo flessibile e sicuro di affrontare le cose, un passo alla volta. — CBPT Research Center

Attraverso l'esposizione con prevenzione della risposta condotta nel gioco, il bambino sperimenta che l'ansia si riduce anche senza mettere in atto la compulsione, e il ciclo ossessione–compulsione si indebolisce. Con la crescita delle competenze di regolazione emotiva e di problem solving, e con i genitori sostenuti lungo tutto il percorso, i progressi si estendono oltre la stanza di terapia, fino alla scuola e alla vita quotidiana; i follow-up servono a verificare che i risultati si mantengano nel tempo.

DOC e CBPT: FAQ clinica

Su quali basi si fonda la CBPT nel DOC infantile?

La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale applica tecniche cognitivo-comportamentali con supporto empirico — psicoeducazione, ristrutturazione cognitiva, modeling, rinforzo e, in modo centrale, esposizione con prevenzione della risposta (E/RP) — all'interno di una cornice di gioco adeguata allo sviluppo, coerente con la concettualizzazione del DSM-5-TR del DOC come disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati. Il protocollo adatta comunemente l'approccio strutturato di March e Mulle (1998) come percorso strutturato, con tempi adattati al bambino. Per approfondire il modello è disponibile il "Corso Disturbo Ossessivo-Compulsivo: Applicazioni cliniche della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale".

La CBT con esposizione e prevenzione della risposta è il trattamento di prima linea per il DOC pediatrico?

Secondo la panoramica clinica di Knell, la CBT, in particolare l'E/RP, è il trattamento di prima linea (gold standard) per il DOC da lieve a moderato tra i 7 e i 18 anni. La CBPT mantiene l'E/RP al centro dell'intervento e la adatta al bambino attraverso il gioco: invece di aspettarsi che un bambino piccolo tolleri l'esposizione solo a parole, il terapeuta costruisce una gerarchia degli stimoli e la percorre con il disegno, la narrazione e i pupazzi. Nel DOC il modeling attraverso il gioco può avere dei limiti, per cui non sostituisce l'E/RP.

Come si conduce l'esposizione attraverso il gioco con un bambino piccolo?

L'esposizione è graduale ed è integrata nel gioco. Dopo aver costruito una gerarchia degli stimoli e aver insegnato al bambino a riconoscere la "zona di transizione", il terapeuta usa l'esternalizzazione ("rendere il DOC il problema") e la "mappa" del DOC, narrazione terapeutica, disegno e pupazzi che affrontano paure simili, così che il bambino possa esercitarsi ad affrontare un pensiero intrusivo senza mettere in atto la compulsione. Ogni seduta ripercorre la settimana precedente, stabilisce i bersagli di esposizione, esercita la prevenzione delle ricadute e assegna i compiti per la settimana successiva, in modo che i progressi si generalizzino a casa e a scuola.

Quali strumenti di valutazione vengono utilizzati prima del trattamento?

La fase di valutazione combina interviste ai genitori, osservazione strutturata del gioco del bambino, valutazione del gioco familiare, questionari per i genitori e un compito di completamento di frasi con i pupazzi, oltre a misure personalizzate dal terapeuta. Si stabilisce una linea di base comportamentale delle affermazioni ossessive e dei comportamenti compulsivi, con strumenti per misurare l'intensità dei pensieri intrusivi ripetitivi, così da monitorare il cambiamento in modo oggettivo durante tutto il trattamento.

Come viene affrontato l'accomodamento familiare nel protocollo?

I genitori seguono un percorso di formazione parallelo, basato sulle competenze: imparano a ridurre l'accomodamento dei rituali e le rassicurazioni ripetute, a sostenere il bambino durante l'E/RP, a rinforzare i comportamenti adattivi, e a condurre sedute di gioco supervisionate, così che i progressi si generalizzino oltre la stanza di terapia. Incontri regolari tra terapeuta e genitori e un approccio collaborativo di problem solving aiutano a ridurre l'accomodamento senza far vergognare il bambino. Se il bambino è in terapia farmacologica, è opportuno collaborare con il medico che la prescrive.

Quale formazione serve per applicare la CBPT nel DOC?

Per applicare la CBPT è utile una formazione specifica nel modello. Il CBPT Research Center propone il "Corso Disturbo Ossessivo-Compulsivo: Applicazioni cliniche della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale".

Bibliografia

Il quadro clinico, gli strumenti di valutazione e il protocollo descritti sopra si basano sulla letteratura CBPT e sul DSM-5-TR, sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell.

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, Text Revision (DSM-5-TR). Ed. it.: DSM-5-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text Revision, Raffaello Cortina, Milano, 2023.
  • Favaro, A., & Sambataro, F. (2021). Manuale di psichiatria. Piccin.
  • Geraci, M. A. (2022). La play therapy cognitivo-comportamentale. Armando Editore, Roma.
  • Geraci, M. A. (2023). Comprendere il mondo del bambino giocando. Armando Editore, Roma.
  • Knell, S. M. (1993a). Cognitive Behavioral Play Therapy. Jason Aronson, Northvale (NJ).
  • March, J. S., & Mulle, K. (1998). OCD in Children and Adolescents: A Cognitive-Behavioral Treatment Manual. Guilford Press, New York.

Materiali per le famiglie

  • Geraci, M. A. (2024). Il mondo della dottoressa Lulù. Collana Amazon - CBPT Books.
  • Huebner, D. (2007). What to Do When Your Brain Gets Stuck: A Kid's Guide to Overcoming OCD. Magination Press/APA, Washington, DC. (biblioterapia)

Corso Disturbo Ossessivo-Compulsivo: Applicazioni cliniche della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale

A chi è rivolto: psicoterapeuti dell'età evolutiva e psicologi clinici; utile anche a insegnanti ed educatori che lavorano con bambini con DOC, per riconoscere il disturbo, evitare di assecondare i rituali e collaborare con il terapeuta (il corso non abilita alla pratica della psicoterapia).

Il corso presenta la CBPT nel disturbo ossessivo-compulsivo: una lezione video di Susan M. Knell (26 minuti) su come il modello affronta il DOC attraverso il gioco.

Lingue: lezioni in italiano, inglese e spagnolo (lo spagnolo con voce generata dall'intelligenza artificiale), più una versione con slide in cinese · sottotitoli in arabo, tedesco, francese e turco. Il corso contiene le lezioni in più lingue: segui solo quella che preferisci.

Cosa troverai nel corso

  • Capire perché il DOC nei bambini piccoli è tra i disturbi più difficili da trattare
  • Scoprire come il gioco rende il lavoro sul DOC accessibile a un bambino
  • Conoscere l'uso dei libri per bambini (biblioterapia) nel trattamento del DOC
  • Riflettere sul ruolo della famiglia e sulla prevenzione delle ricadute
  • PDF delle slide e test di apprendimento finale

Perché la CBPT è adatta al DOC

  • ✓ L'esposizione con prevenzione della risposta, trattamento di prima linea nei bambini dai 7 anni con DOC lieve o moderato, viene adattata attraverso il gioco anche ai più piccoli
  • ✓ Il gioco rende affrontabili i pensieri temuti
  • ✓ Il parent training aiuta i genitori a ridurre l'accomodamento dei rituali e le rassicurazioni
  • ✓ Prevenzione delle ricadute e, quando serve, collaborazione con il medico

CBPT Research Center — sotto la direzione scientifica di Maria A. Geraci e Susan M. Knell.

Scopri il corso sul Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Come citare questa pagina: Geraci, M. A. (2026). DOC nei bambini: il protocollo CBPT di valutazione e trattamento. Centro Ricerca CBPT, Roma. https://cbpt.org/it/disturbo-ossessivo-compulsivo-play-therapy-cbpt/

Autrice: Maria A. Geraci, Direttrice del Centro Ricerca CBPT

Pubblicata il 18/10/2026 · Ultimo aggiornamento: 18/10/2026

Centro Ricerca CBPT — Programma di Formazione

Formazione Professionale in CBPT per Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il Centro Ricerca CBPT sviluppa e propone percorsi formativi post-lauream evidence-based per psicologi, psicoterapeuti e specialisti clinici. Il curriculum certificato include un modulo specifico sull'approccio CBPT applicato al trattamento di Disturbo Ossessivo Compulsivo, fondato sulla ricerca peer-reviewed e sulla pratica clinica.

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